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In Lombardia conservare il cordone si può, ma…

La prima regione italiana a tenere conto delle situazioni potenzialmente eccezionali, è stata la Lombardia, che offre a titolo gratuito la disponibilità di conservare il sangue del cordone ombelicali a quelle mamme considerate “a rischio”. Nelle due banche di cellule staminali dell´Ospedale Maggiore di Milano e del San Matteo di Pavia (Cord Blood Bank) si possono infatti conservare gratis anche le cellule del cordone ombelicale per uso privato. Basta dimostrare con un certificato medico che il proprio bambino corre il pericolo di essere affetto da una malattia genetica come leucemia e talassemia. Escluse dal campo di applicazione di questo servizio, le malattie di tipo neurologico.
La Lombardia è anche ai vertici delle regioni italiane in cui la pratica della conservazione del cordone ombelicale si sta diffondendo. Le mamme lombarde che hanno già sottoscritto questa “polizza di assicurazione biologica” per il proprio piccolo sono 1.200. Esaminando i dati provincia per provincia, si scopre che il sistema è più diffuso nel Milanese (734 casi, il 61% del totale lombardo), a Brescia (119) e a Varese (109).
Ma una struttura analoga che conserva gratis le staminali del cordone ombelicale, in caso di rischio di patologie genetiche, è sorta anche a San Marino. La particolarità è che si tratta di una biobanca privata della Repubblica del Titano, il Bioscience Institute, e che i costi sono a carico del laboratorio, non delle finanze pubbliche. Lo stabilisce una convenzione stipulata fra la biobanca e il locale Istituto superiore di sanità (Iss). La struttura garantisce la crioconservazione del sangue cordonale per i suoi assistiti. Unica condizione: la presenza di malattie genetiche in famiglia o di patologie già accertate al momento del parto nel nascituro o di un suo familiare.
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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