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Infarto, ecco l’ora più a rischio

I momenti del giorno in cui siamo più esposti

infarto

Fanno tutti paura nello stesso modo. Eppure non hanno tutti la stessa pericolosità per chi ne viene colpito. Parliamo dei vari tipi di infarto. La gravità degli attacchi cardiaci dipende infatti dal momento della giornata in cui si verificano. Che cosa significa? Che un infarto che colpisce una persona di mattina o subito dopo la mezzanotte è decisamente più grave di quello che invece si presenta nel resto del giorno.
Lo dimostrano due studi recenti: dal primo risulta una maggiore pericolosità degli attacchi cardiaci che si verificano tra mezzanotte e le cinque; dal secondo, una superiore gravità di quelli che accadono tra le 6 e le 12.

 

 

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Nelle prime 5 ore della giornata
Lultima ricerca in ordine di tempo si deve al Minneapolis Heart Institute dell’Abbott Northwestern Hospital di Minneapolis (negli Stati Uniti). Condotta analizzando il database relativo a 1.031 pazienti che avevano subito un infarto miocardico acuto, ha portato a conclusioni precise: la maggior quantità di danni al cuore si verifica quando gli individui hanno un attacco cardiaco tra l’una e le cinque del mattino.
“E’ molto importante capire che la capacità del cuore di proteggersi contro i danni più gravi varia nel corso di un ciclo di 24 ore”, ha spiegato il cardiologo Jay Traverse, che ha collaborato all´indagine. Soprattutto per quanto riguarda la ricerca dei farmaci cardioprotettivi.

 

 

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Lo studio precedente
Qualche mese fa, una ricerca spagnola condotta da un gruppo di ricercatori dell´Ospedale Clinico San Carlos di Madrid e pubblicata sulla rivista scientifica “Heart”, aveva dimostrato come gli attacchi cardiaci che si manifestano di mattina (tra le 6 e le 12) danneggiano il tessuto cardiaco più di quanto facciano quelli che avvengono di notte (tra la mezzanotte e le sei di mattina): il 20% in più. E poi si registra un aumento del 21% di enzimi cardiaci “spia” (quelli che vengono rilasciati dalle cellule cardiache quando è in atto un infarto).

 

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Lo studio

 

Per arrivare a queste conclusioni sorprendenti, il pool di ricercatori spagnoli ha preso in esame i dati di 811 pazienti che erano stati colpiti da un infarto miocardico, con conseguente innalzamento del tratto ST – si tratta di un particolare tipo di attacco di cuore causato da un blocco dell´afflusso di sangue per un periodo prolungato – e quindi ricoverati nel reparto di cura coronarica dell´ospedale spagnolo, nel periodo compreso tra gli anni 2003 e 2009.
I ricercatori hanno calcolato a che ora i pazienti hanno avuto l´infarto, per poi rilevarne la gravità: il maggior numero di soggetti ricoverati (269) lo aveva avuto tra le 6 e mezzogiorno, 240 lo avevano avuto tra le 12 e le 18, 161 tra le 18 e mezzanotte e altri 141 tra la mezzanotte e le 6 del mattino.
Dall´analisi effettuata sui dati da parte degli autori dell´indagine, è emerso il risultato nuovo: i pazienti che avevano avuto l´attacco cardiaco tra le prime luci del giorno e la fine della mattinata, sono risultati essere quelli con i danni maggiori. In particolare, in questi pazienti sono infatti stati trovati, rispetto a coloro che avevano subito un infarto durante la notte, un 20% in più di tessuto cardiaco danneggiato e un livello superiore del 21% di enzimi-spia.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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