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Internet proibito, che fare se tuo figlio naviga siti porno

Internet proibito: se sorprendi tuo figlio i tua figlia a navigare su chat e siti porn come reagisci? Che cosa fare? E’ giusto controllare o è meglio rispettare la privacy dei ragazzi? Ecco alcune risposte.

Il dilemma di molti genitori tecnologicamente avanzati è come comportarsi se, casualmente o meno, scoprono i loro “bambini” quasi adolescenti che navigano siti porno o soffermano le loro ricerche sul web su immagini, chat o testi a sfondo sessuale espliciti o anche di più.

Ed è un dilemma vero, perché non passa giorno che non si scoprano ragazzini e ragazzine  talmente bravi a maneggiare  smartphone Facebook e Pc da riuscire a vivere vere e proprie vite parallele, riuscendo a cancellare le tracce alla vista dell’intruso genitore. Con un rischio sempre più diffuso che mantenendo la loro identità o nascondendosi dietro un’identità immaginaria, spesso adulta, si lancino nella tessiture di relazioni pericolose in fondo alle quali c’è quasi sempre un adulto pronto ad approfittarne.

 

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Controllare o rispettare la privacy dei ragazzi?

 

 

Ed allora, come comportarsi? Che cosa fare? E’ giusto  controllare o  è meglio rispettare la privacy dei ragazzi?

Domande alle quali i genitori  non possono fare appello al vissuto della propria infanzia, per la semplice ragione che nella loro infanzia non c’era né internet, né tanto sesso esplicito e facilmente raggiungibile  come invece accade oggi.

 

 

Perché i ragazzi cercano il sesso in rete

 

Il parere degli psicoterapeuti è unanime: non   bisogna fare gli indiani, ovvero far finta di non vedere, non sapere. Il loro parere è, come spesso accade, opinabile ed ogni genitore deve adattarlo alla propria situazione, alla conoscenza specifica dei propri figli. Ma  alcune osservazioni possono aiutare i genitori a dare una dimensione  ed un perché al fenomeno che non sempre è da considerare scandaloso o l’anticamera di una brutta china dei figli.

Per esempio, secondo  Matteo Lancini psicterapeuta della Fondazione Minotauro la ricerca di informazioni o immagini  legate aò sesso sul web risponde a 3 logiche::

  1. Fanno parte della ricerca esplorativa che i ragazzi adolescenti o preadolescenti hanno sempre compiuto anche in passato, con i mezzi e nelle modalità che sono propri di ogni epoca. Cinquant’anni fa, poteva essere la rivista scollacciata rubata dal barbiere,  oggi la navigazione sui siti porno.
  2. La rete risponde al bisogno esplorativo ed è un mezzo di socializzazione con i coetanei;
  3. Per le sue condizioni di segretezza il web è l’ideale per soddisfare i dubbi sulla sessualità;

 

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Il controllo dei genitori e la privacy dei figli

 

Se dunque la curiosità sessuale dei ragazzi è normale, c’è da chiedersi se il genitore può star sempre tranquillo sull’assenza di rischi per i figli o se un certo controllo va comunque effettuato. E se va effettuato, come evitare contraccolpi da parte dei figli?

Lancini indica 3 consigli:

  1. se  il genitore decide di fare unì’incursione nella vita privata dei figli deve poi essere in grado di trattare la vicenda, altrimenti è meglio evitare;
  2. lasciare che il ragazzo o la ragazza sappiano che il genitore controlla ma non se ne parli tra gentiore e figlio, non è positivo: il “non detto” non è una situazione inesistente; è una situazione esistente che non viene affrontata che crea confusione nella mente degli adolescenti  che possono domandarsi senza esprimerlo perché il genitore che sa non ne parla? E chiedersi: cosa pensa mamma o papà di me se ha scoperto che navigavo sui siti porno e non me ne parla?
  3. quando si scopre un segreto lasciandolo innominato, la relazione si modifica perché i rapporti si costruiscono anche sul non detto;
  4. molti ragazzi non parlano con i genitori di questioni che li turbano non tanto per timore delle reazioni ma per non angosciarli.

 

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Cosa deve fare un genitore

 

Che fare dunque? Gli psicoterapeuti danno 4 indicazioni:

  1. Il genitore deve trasferire al ragazzo autorevolezza prima che autorità; ciò significa dare dare il giusto peso alla curiosità sessuale, che per i ragazzi è fisiologica, e trasmettere la  capacità di governare i guai che possono combinare i figli in rete;
  2. il genitore deve promuovere una vera educazione attorno ai temi affettivi e sessuali anche nelle scuole ma non solo delegando alla scuola l’approccio a tali temi;
  3. i genitori devono interessarsi a quello che accade nella vita virtuale dei figli, il chè significa chiedere ogni giorno, non solo com’è an data a scuola ma anche: com’è andata oggi la ricerca sul web?
  4. Infine, se i ragazzi sono caduti nella moda del sexting, ovvero in quella pratica di postare sul web o sui social network foto intime o se sono finiti su siti pornografici, devono poterne parlare con mamma e papà soprattutto nell’adolescenza o nella preadolescenza.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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