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Intervista al gastroenterologo Lucio Capurso: “Sottovalutare l’intestino, che errore”

Intervista al gastroenterologo Lucio Capurso: "Sottovalutare l'intestino, che errore"

Attratti come siamo dai grandi temi che riguardano la salute, finiamo per preoccuparci sempre e soltanto di organi importanti come il cuore, i polmoni, i reni… All´intestino e alla sua fondamentale importanza, per il regolare funzionamento del nostro organismo, pensiamo pochissimo. Salvo ritrovarci spesso, troppo spesso, a combattere con problemi che incidono negativamente sulla qualità  della vita quotidiana: a quel punto, non si può far altro che intervenire con contromosse, quando in realtà  sarebbe molto più opportuno prevenire. Della sottovalutazione del ruolo dell´intestino, da parte dei cittadini, è convinto anche uno specialista di rango come il professor Lucio Capurso (nella foto), primario di gastroenterologia presso l´Azienda ospedaliera San Filippo Neri di Roma.
Da cosa può dipendere questa sottovalutazione?
Probabilmente dal fatto che l´intestino, a differenza di altri organi, non presenta lesioni organiche individuabili, ma solo problemi funzionali. Mi spiego: l´intestino è composto da diversi tratti collegati tra loro. Talvolta può capitare, anche per motivi banali, che fra un tratto e l´altro “salti” un collegamento. A quel punto si manifestano i problemi che tanto danno noia alle persone.

 

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Di quali problemi si tratta?
Non necessariamente qualcosa di molto serio come potrebbero essere, per esempio, le coliti ulcerose. Ma disturbi molto frequenti e fastidiosi come la dispepsia e la sindrome del colon irritabile, anche se per quest´ultimo caso sarebbe più corretto parlare di “intestino tenue irritabile”…
In che cosa consiste questo problema?
In un cattivo funzionamento o in contrazioni anomale. Di solito è un problema provocato da problemi psicologici o alimenti. Nel primo caso, ci riferiamo a

situazioni di stress: la diarrea da esame è una manifestazione riconosciuta così come la stipsi successiva a eventi traumatici come la rottura di un matrimonio.
E i problemi che derivano dagli alimenti?
In questo caso bisogna distinguere tra intolleranze vere (come quelle al lattosio o al glutine) e quelle soltanto presunte dal soggetto.

 

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Vuol dire che non tutte le intolleranze sono autentiche?
Proprio così. Quella al lattosio e quella al glutine (che conosciamo meglio con la definizione di celiachia) possono essere individuate chiaramente attraverso test sicuri e affidabili. Tutte le altre non sono altro che autosuggestioni del soggetto, convinto per esempio che i pomodori o le uova o chissà  quale altro alimento gli provochino problemi all´intestino.
Anche se i test sulle intolleranze alimentari confermano le loro impressioni?
La verità  è che quasi tutti i test sulle intolleranze alimentari non sono affidabili, è dimostrato scientificamente. Chi si sottopone a questi esami non aspetta altro che sentirsi confermare una propria impressione. Scatta così un meccanismo psicologico che lo porta ad avvertire problemi all´intestino ogni volta che assume questo o quel determinato cibo.
E le allergie alimentari, allora?
Vanno considerate come una malattia vera, per la quale ci sono appositi test sicuri e affidabili.
Quali sono le misure che anche un individuo sano dovrebbe adottare per proteggere il suo intestino?
Anzitutto assumere la corretta quantità di fibre quotidiane, tra i 20 e i 25 g: corrispondono a 2-3 cucchiai di crusca al giorno, ma si trovano anche nella frutta e verdura, che proprio per questo vanno mangiate in quantità. L´importante è non dimenticarsi di bere tanta acqua, almeno un litro e mezzo o due al giorno: indispensabile per rendere più scorrevole il passaggio delle fibre nell´intestino.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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