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Intolleranze alimentari, cosa devi sapere

I sintomi, gli esami per individuarle, i modi per difendersi

Intolleranze alimentari, cosa devi sapere

La più diffusa è quella al glutine

Debolezza muscolare, crampi, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, facilità alle fratture, alterazioni cutanee, afte ed anche disturbi psichici. È con questi sintomi che la celiachia può manifestarsi nelle diverse fasi evolutive di un individuo. Si tratta di un’intolleranza permanente al glutine, proteina contenuta in alcuni cereali, che spesso si manifesta in modo subdolo e che, se non riconosciuta, può creare seri danni intestinali e patologie del sistema immunitario. L’intolleranza a questa proteina provoca una reazione autoimmunitaria capace di danneggiare la mucosa dell´intestino, impedendo l´assorbimento di determinate sostanze.
In Italia i celiaci “ufficiali” sono circa 45 mila, ma le stime epidemiologiche parlano di numeri assai elevati, fino a dieci volte di più. Il motivo di questa discrepanza nei dati? La maggior parte degli intolleranti al glutine non sa di esserlo: i disturbi sono spesso lievi o comunque non così gravi da indurre a rivolgersi al medico. Ma la malattia si sta diffondendo con grande rapidità: ogni anno nascono in Italia 2.800 celiaci. Negli ultimi 20 anni i casi sono aumentati di 20 volte: da uno ogni 2-3 mila italiani degli Anni 80 a uno ogni 100-150 di oggi.
I numeri in costante aumento hanno indotto le istituzioni a considerare la celiachia non più come “malattia rara”. Il Parlamento approvato dunque nel luglio 2005 una legge che riconosce l’intolleranza al glutine come malattia sociale e ha dettato una
  • Redazione Staibene

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