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La solitudine, ecco perchè fa male anche alla salute

Sentirsi soli aumenta il rischio di malattie cardiache

Siamo stati abituati a considerare la solitudine come una condizioneà solo umorale e psicologica, ed inveceà non è così:à la solitudine fa male anche alla salute, specie dopo i 50 anni.

Ma non è tutto:à l’effettoà si può misurare per cosi dire anche temporalmente, nel senso cheà laà psicologia è riuscita anche a individuare il calendario della solitudine, ovveroà il periodo di tempoà che la nostra psiche è in grado di sopportare senza danni alla salute e di conseguenza, dopo quanto tempo la solitudine per noi diventaà àuna vera e propria condizione patologica che conduce alla malattia.

La novitàà è stataà rilevata daà un nuovo studio condotto dai ricercatori dellA?Università di Chicago (Usa che per la prima volta hanno “fotografato” la relazione diretta tra solitudine e pressione sanguigna a distanza di anni, in un gruppo di volontari di mezza età. Un legame misurabile, rivelatosi indipendente da fattori come peso, fumo, reddito e consumo di alcolici.

Ebbene è risultato cheà possiamo sopportare di sentirci soli senzaà danni mediamente oper quattro anni, ma superato questo lasso di tempo per l’essere umano la solitudine diventa una condizione che conduce alla malattia.

I ricercatori sono riusciti anche ad individuare quale tipo di malattia: l’ipertensione. Infatti, dai risultati della ricerca è risultato che sentirsi solià àmolto a lungo, fa alzare la pressione sanguigna, con un aumento marcato dopo quattro anni di isolamento forzato.

 

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Lo studio

Dopo aver monitorato 229 persone tra 50 e 68 anni, il team di Louise Hawkley ha concluso che “la solitudine, da sola, è un fattore di rischio per il cuore . Una minaccia silente, i cui effetti si possono misurare a distanza di quattro anni, esaminando i valori della pressione.

Nella ricerca il team ha distinto fra solitari e persone sole.

I primi, i solitari, sono sostanzialmente immuni dal rischio ipetrensione perchè per loro la condizione di solitudine è una esigenza equilibratrice dello stato psicofisico individuale. Perà le persone sole, invece,à la solitudfine li pirta a considerareà la loro vita sociale superficiale e inconsistente, e di non trovare compagnia nemmeno quando se ne ha bisogno. Insomma, sono sole per forza e non per scelta.

Ebbene, proprio per queste persone dopo 4 anni di “solitudine forzata” la pressione aumenta in media di più rispetto a quella dei coetanei “compagnoni . Con un valore che è risultato mediamente più alto di 14,4 mm, rispetto a quello delle persone più felici dei propri rapporti sociali.

 

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I risultati

Si tratta di un dato che, secondo gli scienziati, deve far pensare. Dal momento che lA?ipertensione apre la strada a problemi cardiovascolari seri. E che sotto la lente cA?A? una popolazione particolarmente vulnerabile, considerata la fascia di età monitorata.

Ma in che modo la solitudine fa male alla salute? “Ipotizziamo – dice la Hawkley – che la solitudine abbia una componente tossica”. Il fatto di sentirsi esposti e vulnerabili, “non protetti dal punto di vista sociale”, potrebbe aumentare lo stress, e tradursi in effetti fisiologici negativi, tra cui appunto lA?aumento della pressione.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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