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Jet lag, come adattarsi al fuso orario presto e bene

Quanto ci vuole per recuperare? E quali sono i modi più rapidi ed efficaci per farlo?

Che cos’è il jet lag
Lo subiamo tutti, chi più e chi meno, il jet lag. E da questo punto di vista, possiamo considerarlo sicuramente come un disturbo molto democratico. Se vi è capitato di fare un viaggio in un altro continente, infatti, sapete di cosa stiamo parlando: del malessere collegato alla differenza di fuso orario, specie quando questa differenza è notevole.
Tecnicamente, il jet lag viene definito anche disritmia, discronia o disincronosi circadiana: tutti termini che fanno riferimento all’alterazione dei ritmi circadiani – quelli che regolano l’alternanza tra veglia e sonno – conseguenti di solito a un lungo viaggio in aereo.
Il sonno, come sappiamo, è un elemento di cui nessun essere umano può fare a meno. Così, quando ne veniamo privati per forza maggiore – perché partiamo col giorno e dopo tantissime ore di volo atterriamo che è ancora giorno, noi vorremmo andare a dormire, ma per la notte dobbiamo ancora aspettare a lungo – ne deriva un disturbo generalizzato, un malessere che ci rende stanchi, spossati, poco lucidi, rallentati nei movimenti e nel ragionamento.
Tutto perché l’orologio biologico, quel meccanismo interno che è regolato con il giorno solare, non riesce ad adeguarsi subito al nuovo orario imposto dalla località dove siamo arrivati. Conseguenza, uno sfasamento tra sonno e veglia, che incide sul sistema nervoso centrale e sulla produzione di ormoni e neurotrasmettitori come serotonina, dopamina ed endorfine.

Redazione Staibene

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