• Sii sano

2.004 visite

La transessualità

Sono i transessuali (o transex), le persone avvertono l’esigenza concreta di cambiare sesso

transessualità

Un uomo che si sente donna, una donna che si sente uomo. Fisicamente appartengono a un sesso, ma dentro di sé sanno di far parte del sesso opposto. Sono i transessuali (o transex), le persone che proprio in virtù di questo disturbo dell’identità di genere (tecnicamente abbreviato in “Dig”) avvertono la spinta e l’esigenza concreta di cambiare sesso. Cosa che invece non accade agli omosessuali e ai travestiti.

Le cause della transessualità

Oltre a quelle psicologiche, ambientali e familiari, alcuni puntano su una anomala azione degli ormoni materni durante la gravidanza. Analizzando cervelli di trans con la risonanza magnetica è stato osservato che presentano strutture più similia quelle del genere psicologico rispetto a quelle del sesso fisico. Si calcola che un uomo su 40 mila e una donna su 150 mila soffrano di Disturbo dell’identità di genere.

“Rispetto al passato”, spiega il professor Carlo Trombetta, urologo dell’Università di Trieste, “si esce di più allo scoperto in quanto rassicurati dalla legge, da specialisti competenti e dai centri di riferimento pubblici”.

Quante persone cambiano sesso

In Italia, dall’approvazione della legge che consente gli interventi (cioè dal 1982), il numero di soggetti operati è stato sempre in crescita con circa 30 interventi l’anno e un rapporto uomo-donna di 11 a 2.

Chi inizia l’iter per la riattribuzione del sesso, in base alle linee guida dell’Onig (Osservatorio nazionale sull’ identità di genere), per sei mesi rimane in osservazione, con colloqui psicologici e indagini ormonali, cui segue un periodo di “test di vita reale” e somministrazione di ormoni.

Le relazioni mediche e psicologiche vengono poi consegnate al tribunale di residenza, che può avvalersi di un consulente (Ctu). Una sentenza consentirà l’intervento di riassegnazione chirurgica dei caratteri sessuali (Rcs) e una l’adeguamento dei dati anagrafici.

In cosa consiste l’intervento

La trasformazione dei genitali esterni maschili in caratteri femminili comporta un tempo demolitivo (asportazione dei testicoli e del pene) e uno ricostruttivo (creazione di una vagina e di genitali esterni similia quelli femminili). “La cute scrotale – dice il professor Emanuele Belgrano, direttore di urologia e del Centro triestino Dig – “viene utilizzata per la creazione delle grandi labbra. Ma in questi anni abbiamo messo a punto una tecnica che consente di ricostruire il clitoride e di collocarlo nella sede naturale, con grande soddisfazione per la neopaziente. Al di sotto del clitoride viene posizionata l’uretra e sotto ancora la neovagina, che però non ha una autonoma lubrificazione».

Molti rinunciano alla mastoplastica, facendo sviluppare il seno con la sola terapia ormonale.

Più complesso l’ intervento da donna a uomo. Esso prevede vari tempi operatori con la creazione prima di un “penoide” cute e muscolo. Poi si passa alla creazione di una neouretra e all’ impianto di protesi peniene.

Tag:
Redazione Staibene

https://aboutviagra.info

Blackview BV6000 обзор

www.agroxy.com/prodat/jachmen-102/zaporozhskaya-obl
}