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Patatine fritte: ecco la classifica di quelle “bugiarde”

L’antitrust ha condannato alcune patatine fritte di San Carlo, Pata, Ica Foods e Amica Chips: inganno dei consumatori su proprietà salutari, olio d’oliva, diversità e artigianalità.

Patatine fritte con pochi grassi? Falso! Che fanno bene alla salute? ancora più falso!, fatte davvero in casa e con puro olio d’oliva?  Tutte balle.

Ci hanno preso in giro con pubblicità ingannevole per anni,  facendoci pagare probabilmente più del dovuto  4 tra le più importanti aziende produttrici di patatine fritte  che è bene tenere a mente:  la San Carlo, la  Ica Foods, la Pata e la Amica chips che dovranno pagare rispettivamente  multe per 350 mila euro (San Carlo), 300.000 (Amica Chips), 250.000 (Pata) e 150.000 (Ica Foods) a seguito di una sentenza dell’Antitrust.

Il tutto nasce da una denuncia delle associazioni dei consumatori presentata all’Autorità di controllo del settore  qualche tempo fa.

I tempi della giustizia si sa non sono rapidissimi ma quando il treno parte, prima o poi arriva. Ed è arrivato nel 2015 con una sanzione per pubblicità ingannevole alle aziende indicate che hanno rifilato  per un lungo periodo impunemente bugie per convincere i consumatori ad acquistare patatine che viceversa non avrebbero comprato.

Molto istruttivi sono  i “reati” pubblicitari che hanno commesso  i 4 big delle patatine che l’antitrust descrive così: attraverso immagini e diciture suggestive “venivano attribuiti a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette, oppure si fornivano informazioni in merito alla composizione degli ingredienti o alle modalità di trasformazione o cottura, attribuendo ai prodotti anche varianti di artigianalità nonostante la natura industriale”.

Ciò significa che  le 4 aziende sono state condannate per pubblicità ingannevole, cioè hanno scritto sulle confezioni di patatine fritte cose che alla verifica dei fatti si sono rivelate  ingannevoli perchè non rispondenti alla verità: cioè  hanno mentito dicendo il falso sugli alimenti che vendevano nei supermercati, nei bar e negli esercizi commerciali.

Un fatto grave, aggravato ancor di più anche dal fatto che in alcuni casi, per esempio per la Ica Foods, su una certa linea di patatine si prospettavano meravigliose doti salutari non accertate e dunque non autorizzate.

 

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La classifica delle aziende di patatine  più bugiarde

 

Dalla lettura della motivazione della sentenza dell’Antitrust esce così una classifica delle aziende più bugiarde che, nel momento in cui andremo a far acquisti, è bene conoscere.

La più bugiarda ed ingannevole di tutte è la Amica Chips; si è beccata 3 cartellini rossi dall’Antitrust per aver mentito 3 volte;  sulla artigianalità del prodotto che non c’era ( linee “Eldorada patate cotte a mano” e “Alfredo’s”); su una data presenza di olio d’oliva che non c’era ( “ Eldora dalla tradizione con olio d’oliva”); sulla diversità del prodotto che invece era come tutti gli altri (“La patatina”) .

Chissà perché, pur avendo mentito di più, non è quella che paga di più: solo 300.000 euro di multa. Forse gliene chiederà  come indennizzo molti di più il testimonial  Rocco  Siffredi, l’intramontabile porno attore ora associato all’inganno della patatina che potrebbe contaminare  l’immagine “durevole”  , e non ingannevole, delle sue doti sotto le lenzuola.

Al secondo posto in classifica vengono tutte le altre con 2 cartellini rossi, ma noi indichiamo  la Ica Foods per un a ragione su tutte le altre: ha mentito  sull’artigianalità della linea “Crik Crok blu”, prodotto che invece era industriale. Ma soprattutto ha mentito vantando  presunte caratteristiche che fanno bene alla salute quando invece, recita la sentenza- “ le proprietà salutistiche sono risultate ancora controverse nella comunità scientifica e comunque non autorizzate dalla Commissione Europea”. E  con la salute, si sa, non si scherza, benché dai dettagli forniti dall’Ansa che ha dato la notizia risulta che se non fanno bene, non fanno nemmeno male:  almeno questo.

Strano  piuttosto che la Ica Foods sia stata condannata a pagare meno di tutti: solo 150.000 euro. E’ questo il valore che va attribuito quando si danno informazioni sbagliate su effetti salutari non autorizzate?

 

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Al terzo posto della classifica dell’inganno vengono infine La Pata e la  famosissima San Carlo.

La San carlo è stata condannata per aver mentito sull’originalità delle patatine della linea Rustica- le ricette di Cracco (uguali a tute le altre) e sulla quantità di olio d’oliva extravergine usato come condimento.

Uno smacco per la San Sarlo, ma pensate a Carlo Cracco, il burbero super Chef  televisivo che ha prestato la sua immagine per pubblicizzare le patatine, al grido che ora appare comico e grottesco di “La cucina ha bisogno di audacia”. Ora, vaglielo a raccontare alla San Sarlo che non alludeva  al coraggio di mettere meno olio d’oliva di quanto promesso!

Infine ultima in classifica, ma non perché sia la più virtuosa, la Pata, condannata per finta artigianalità del prodotto che invece era del tutto industriale (“La patatina artigianale” e “Da Vinci Chips” ) e per l’assenza di olio d’oliva dichiarata (Da Vinci Chips, con olio extravergine di oliva”). Pagherà 250.000 di multa. E per fortuna che non ha scelto Testimonial di grido.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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