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La psicologa: “Trasgredire ci fa sentire liberi”

Una forma di libertà. Uno sfogo. Una necessità scritta nel Dna di ogni essere umano. Altro che peccato: secondo la dottoressa Marinella Cozzolino, psicologa e psicoterapeuta, presidente dell´Associazione italiana di sessuologia clinica, trasgredire ha quasi solo lati positivi. Basta farlo con criterio.

Trasgrediscono di più le donne o gli uomini?
Senza dubbio le donne. Perché sono tradizionalmente più disposte a sottostare alle regole, costrette come sono a essere sempre attente, composte, impeccabili nella vita di tutti i giorni: dai rapporti con il partner a quelli professionali, dalle incombenze della casa alla gestione dei figli. Per loro, a un certo punto, diventa fondamentale trasgredire.

E gli uomini?
Loro hanno capito da tempo che la trasgressione è un bisogno innato, qualcosa capace di dare un senso di libertà come poco altro nella vita. Loro, com’è giusto, non danno alla parola “trasgressione” quel significato negativo che siamo abituati ad associare.

Qual è il limite della trasgressione, superato il quale diventa negativa?
Quando, più che un bisogno, diventa una forzatura. Quando si fa per dispetto o rabbia (ad esempio, un tradimento del partner per vendetta) o quando violare le regole comporta un rischio o un danno per gli altri (ad esempio se passo coscientemente col rosso al semaforo solo per provare il brivido del proibito). 

E quando, invece, la trasgressione fa bene alla salute?
Ma è già il concetto di per sé a far bene all’essere umano. Sapersi concedere una trasgressione è un’ottima cosa, ha effetti positivi sul corpo e sulla mente. L’importante è non essere troppo rigidi né troppo accomodanti. Se ogni tanto ci si concede un bicchiere di vino in più, qualche sigaretta, uno “strappo”a tavola pur essendo a dieta, non potremo che risentirne positivamente. In questo modo, infatti, dimostriamo elasticità mentale.

Ogni quanto tempo bisognerebbe trasgredire?
Una volta al giorno.

Non sarà un po’ troppo?
No. Rompere gli schemi impedisce che si crei la routine, così deleteria in tutti gli aspetti della nostra vita. E allora, trasgrediamo un pochino ogni giorno, facendo attenzione a non commettere mai lo stesso “strappo”: una volta a tavola, una volta sotto le lenzuola, un’altra volta facendo tardi la sera, un’altra ancora concedendoci quell’abito o quel biglietto del teatro non proprio a portata di tasca… Tutto concorre a farci stare meglio.

Cosa si può consigliare a chi vorrebbe trasgredire, ma pensa di non averne la forza?
Messo in questi termini, è un problema mal posto: tutti siamo in grado di trasgredire. Qualcuno non si rende conto di farlo, sfoga il proprio istinto in un altro modo, lo incanala in un’altra direzione: una donna che vorrebbe rifarsi le labbra, ma non lo fa per ragioni varie, “trasgredisce” spettegolando su tutte quelle che invece l’intervento estetico lo hanno fatto. Un’altra che vorrebbe essere più audace a letto, ma non ci riesce, finisce per attaccarsi ai biscotti al cioccolato. Anche quella è trasgressione, ma male indirizzata.

(Valentino Maimone)

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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