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La schizofrenia? Non è più una malattia rara e incurabile

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, 1 malato su 3 guarisce dalla schizofrenia: ecco le cause, i sintomi, e le terapie per curarla.

Si pensa che la schizofrenia sia una malattia rara ed incurabile. Ed è un errore. Coloro che si ammalano appartengono a tutte le classi sociali. Non è, insomma, un disturbo causato dall´emarginazione o dal disagio sociale.

Secondo i dati dell´Organizzazione Mondiale della Sanità, circa un terzo delle persone che si ammalano di schizofrenia guarisce, tornando a svolgere la vita precedente alla crisi senza ulteriori ricadute. Un terzo guarisce con difetto: deve continuare a prendere farmaci e ha una riduzione del rendimento sul lavoro e nella qualità della vita sociale. Un terzo infine ha un´evoluzione verso la cronicità: ha difficoltà molto serie a lavorare e a mantenere una rete di relazioni sociali al di fuori della propria famiglia e dell´ambiente sanitario.

Come si manifesta


L´esordio della malattia avviene in età giovanile, tra i 18 e i 28 anni. Può avvenire in modo brusco e improvviso, oppure essere preceduto da un periodo variabile in cui la persona si chiude in se stessa, appare sempre meno interessata al mondo circostante, lascia senza motivo amici e relazioni sentimentali, perde il lavoro o interrompe la scuola.

E´ molto importante riuscire a fare una diagnosi precoce, perché il trattamento farmacologico tempestivo e una rapida presa in carico possono influenzare il decorso della malattia. In molti casi i primi sintomi sono difficili da distinguere rispetto ad una "normale" crisi adolescenziale. Inoltre, le persone non sono in grado di riconoscersi come malate: per loro, la realtà in cui vivono è molto più certa di quella in cui siamo immersi noi.

Come si riconosce la schizofrenia


La distinzione principale è tra sintomi "produttivi" e "negativi". I primi comprendono i deliri e le allucinazioni, che non appartengono alle esperienze normali; i secondi (appiattimento affettivo, ritiro sociale) esprimono l´assenza o la riduzione di un aspetto del funzionamento mentale. In linea generale, si considera la prevalenza di sintomi "produttivi" come un indicatore favorevole per l´andamento della malattia.

Al contrario di quanto si può immaginare, le crisi ad esordio brusco e con presenza di sintomi imponenti sono più facilmente superabili di quelle subdole e prolungate nel tempo.

I sintomi più comuni della malattia sono:

  • Il delirio: un´idea o una convinzione che non ha nessun fondamento nella realtà e non è condivisa dalle altre persone. Un fatto percepito correttamente, ad esempio essere osservati da qualcuno alla fermata del tram, viene interpretato in maniera distorta (ad esempio, diventa la prova di un complotto). I deliri più frequenti nella schizofrenia sono quelli persecutori, di grandezza, di riferimento, di lettura del pensiero.
  • Le allucinazioni: percezioni in assenza di oggetto: la persona sente o vede cose che in realtà non esistono. Le più tipiche nella schizofrenia sono le allucinazioni uditive: la persona sente voci che la minacciano o la insultano o commentano le sue azioni o le comandano di fare determinate cose.

Solo nei casi più gravi questi sintomi sono costantemente presenti nel paziente. Molto più spesso, invece, si distinguono fasi acute, in cui i sintomi sono evidenti, e fasi di compenso, in cui i sintomi sono sotto controllo e l´individuo può condurre una vita più o meno normale. In queste ultime fasi, la persona può mantenere un´eccessiva sensibilità agli stimoli del mondo esterno, in particolare a quelli che possono creare una situazione di confusione o di stress.

Le cause della schizofrenia



La maggior parte degli esperti ritiene che la schizofrenia non abbia una causa unica, ma che siano necessari molti fattori per produrre la malattia. Alcuni aspetti legati al corredo genetico o a traumi nel parto possono creare nel soggetto una predisposizione (vulnerabilità) a sviluppare la malattia se sottoposto a particolari situazioni di stress nel suo ambiente (cioè, a situazioni che richiedono un aumento delle prestazioni affettive e cognitive al limite delle sue possibilità di sopportazione).

La schizofrenia non è causata da fatture, maledizioni o interventi magici. Anche se per alcune persone il mondo della magia è reale quanto quello della scienza, è necessario ribadire che la schizofrenia è una malattia, che va curata dai medici e dagli specialisti. Il ricorso a maghi e personaggi dell´occulto è uno spreco di denaro che può avere conseguenze pericolose per il paziente, rinforzando i suoi deliri e le sue allucinazioni.

L´uso di droghe non causa di per sé la schizofrenia, anche se può agire come effetto scatenante. Alcuni soggetti usano le droghe nei primi periodi della malattia, perché possono per un certo tempo avere un effetto calmante, ma in breve hanno conseguenze devastanti.

Le delusioni affettive, come essere lasciati dal partner, o sociali, ad esempio problemi durante il servizio militare, oppure perdere il lavoro, non sono la causa della malattia, ma rappresentano in molti casi la classica goccia che fa traboccare il vaso; sono cioè situazioni che in una persona già fragile e predisposta possono scatenare la crisi.

Come si cura la schizofrenia


Una componente centrale nel trattamento della schizofrenia è la terapia farmacologica. I farmaci utilizzati da più di trent´anni nella pratica per il controllo dei disturbi caratteristici della schizofrenia sono gli antipsicotici.

Nella pratica e nella ricerca è stata dimostrata l´efficacia di questi farmaci sui sintomi "produttivi" (deliri, allucinazioni), mentre finora gli stessi risultati non si sono ottenuti con i sintomi "negativi" (appiattimento affettivo, anedonia, ritiro sociale). Circa il 25% dei pazienti risponde a questi farmaci in maniera insoddisfacente.

Un discorso a parte meritano i cosiddetti antipsicotici atipici, che, oltre ad agire sui sintomi "produttivi", migliorano anche quelli "negativi", e sono meglio tollerati rispetto agli antipsicotici di prima generazione.

Nella schizofrenia sono utilizzate varie forme di psicoterapia, sia individuale che di gruppo. Quelle di tipo cognitivo-comportamentale mirate ai deliri e alle allucinazioni hanno un´efficacia documentata dalla ricerca.
Gli interventi riabilitativi aiutano la persona a recuperare le capacità sociali che si sono perse durante la malattia. Dopo la crisi, il paziente deve essere aiutato a recuperare la capacità di spostarsi autonomamente, a riprendere o trovare un lavoro che sia adatto alla sua attuale condizione, a recuperare l´abitudine ad avere rapporti sociali, con amici o con l´altro sesso.

Un discorso particolare va fatto per l´intervento psicoeducativo, che riguarda tutta la famiglia e che aiuta a trovare una maniera di stare assieme, superando le difficoltà del passato e creando un ambiente più sereno per tutti.

Il trattamento della schizofrenia richiede spesso l´intervento di più figure professionali tra loro coordinate. Pertanto è consigliabile il ricorso ad una struttura, pubblica o privata, che possa garantire una presa in carico articolata. In molti casi è necessario, nelle fasi acute, il ricovero. In Italia non esistono più i manicomi e il ricovero è sempre temporaneo, spesso anche breve, presso reparti collocati in ospedali generali. Il trattamento prosegue poi presso strutture (ambulatori, centri diurni, servizi di riabilitazione) situate nel territorio.

Come comportarsi



Il problema della schizofrenia non può essere affrontato solo dai servizi sanitari, né, tantomeno, le famiglie possono essere lasciate sole nelle loro difficoltà. Un grande aiuto può essere fornito da tutti quelli che, a vario titolo, sono in grado di essere vicini e di condividere l´esperienza della malattia con il paziente e con i suoi familiari.

Parliamo dei parenti, degli amici e anche del volontariato sociale. Una persona che soffre di schizofrenia non è solo un malato, ma è anche un individuo che patisce la solitudine, l´isolamento sociale, le difficoltà nel rapporto con il resto del mondo. Del resto, la famiglia del paziente sperimenta spesso le stesse situazioni. Le persone che hanno questi problemi hanno bisogno soprattutto di vivere dei rapporti "naturali", con persone che non sono "costrette" a stare con loro in quanto familiari o specialisti pagati per curare.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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