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La specialista: “Mai abbandonare la terapia”

La specialista: “Mai abbandonare la terapia"

“Quando un malato ha bisogno di cure, dovrebbe trovarle senza troppe difficoltà. E invece sono sempre di più i pazienti che soffrono di osteoporosi a lamentarsi con la nostra associazione dei mille problemi che incontrano nel tentativo di accedere alle terapie più innovative. Che oggi, in Italia, possono essere erogate solo in strutture ospedaliere”. Quello degli intoppi burocratici è uno dei problemi che più sta a cuore a Maria Luisa Bianchi del Centro malattie metaboliche ossee dell´Istituto auxologico italiano di Milano, nonché segretario generale della Lega italiana osteoporosi (Lios).
Di che tipo di difficoltà si tratta?
Esistono notevoli diversità nel comportamento delle diverse Regioni, che rendono ancora più complicato e difficile l´accesso a farmaci di comprovata efficacia e che potrebbero essere più adatti alle esigenze del paziente. Queste difficoltà limitano seriamente la possibilità di curare in modo adeguato l´osteoporosi per ridurre il rischio di fratture.
Con quali conseguenze?
Tutto questo si traduce in un aumento delle sofferenze dei malati e dei costi personali, sociali e sanitari legate alle fratture da osteoporosi, in particolare quelle di femore.
Ecco spiegato perché i malati di osteoporosi tendono ad abbandonare spesso le terapie intraprese…
Proprio così. L´abbandono della terapia, o il seguirla in modo discontinuo, è cosa abbastanza frequente nei malati di osteoporosi. D’altronde, è difficile, quando non ci sono sintomi, pensare di dover prendere ogni giorno una capsula. In sostanza, non ci si sente malati. Nel caso dell´ipertensione, per esempio, c´è un rapporto diretto tra il farmaco e l´abbassamento della pressione; ma con l’osteoporosi i malati non vedono effetti.
Come se ne esce?
Sta al medico avere la pazienza di spiegare per bene i vantaggi e seguire i malati nel tempo.

Redazione Staibene

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