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La vaccinazione contro il colera

L’efficacia è stimata nell’ordine del 30-50%

La vaccinazione contro il colera

E’ attualmente sconsigliata dall’OMS  a causa della scarsa efficacia protettiva  e per il falso senso di sicurezza che esso potrebbe indurre  nei vaccinati; nessun paese attualmente richiede la vaccinazione all’ingresso l’efficacia protettiva dei tradizionali vaccini anti colerici è stata stimata nell’ordine del 30-50%; essi quindi non prevengono tutti i casi di malattia e non riescono a prevenire l’instaurarsi di uno stato di portatore inapparente e quindi l’introduzione di V.cholerae  in territori indenni. Sono attualmente in studio nuovi tipi di vaccini orali che hanno dimostrato maggiore efficacia e minori effetti collaterali di quello parenterale.  Migliore efficacia protettiva nei confronti della malattia sembrano avere i nuovi vaccini anticolerici prodotti per mezzo dell’ingegneria genetica e a somministrazione orale. Il loro uso è, anche in considerazione del costo ancora piuttosto elevato, riservato a situazioni particolari  (militari, operatori sanitari, interventi di profilassi in campi profughi).  Poiché anche i vaccini anticolerici orali non riescono a prevenire l’instaurarsi dello stato di portatore che nella misura del 30-40% il loro uso non è raccomandato per i viaggiatori internazionali. Inoltre, nessuno dei vaccini anticolerici è efficace nei confronti del V.cholerae  O139 Bengala e , pertanto,  la profilassi del colera deve risiedere nello scrupoloso rispetto delle norme per la prevenzione delle trasmissioni fecale-orale.  La nostra clinica attualmente adopera in casi particolari un vaccino orale vivo attenuato, importato dall’estero, da somministrare per os  (due bustine di liofilizzato da assumere a stomaco vuoto).

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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