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Lampada artificiale e sole naturale

Ma se i raggi Uv delle lampade artificiali sono cancerogeni, che dire di quelli del sole? In realtà anche questi ultimi possono provocare seri danni alla pelle, ma solo se presi male: senza filtri, senza precauzioni. In teoria il meccanismo di cancerogenesi è lo stesso per i raggi solari e per quelli delle lampade. Ma il sole fa parte del nostro ambiente naturale, ne abbiamo bisogno perché fissa il calcio nelle ossa.
Al contrario, le lampade sono uno strumento con finalità quasi esclusivamente estetiche, emettono radiazioni Uva anche sette-otto volte superiori a quelle che si possono assorbire in una giornata di sole. E non producono un’abbronzatura completa e sana come quella che si ottiene dal sole.
Insomma, se proprio si vuole usarle, bisogna farlo essendo informati e consapevoli. E soprattutto, in un contesto garantito da regole e controlli.

Cosa dice la legge
A proposito di normativa: regole chiare che disciplinino le caratteristiche tecniche, le cautele, le modalità di esercizio e la formazione degli addetti per le lampade, non esistono. Solo il Piemonte ha introdotto nel 2003 un regolamente regionale che prevede sanzioni anche severe, fino alla chiusura dell’attività commerciale. Per il resto, mancano limitazioni per i minorenni, l’obbligo di rendere noti al cliente i tempi e l’intensità dell’esposizione o i rischi che si corrono in caso di carnagione molto chiara… In Francia, per esempio, per i minorenni vige il divieto di usare le lampade abbronzanti, Germania e Gran Bretagna stanno per adeguarsi. Negli Usa c’è una normativa molto severa, specie a tutela dei più giovani.

Redazione Staibene

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