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Farsi la lampada? Sarebbe meglio di no, ma…

Aumenta i rischi di melanoma. Se proprio devi, proteggi bene la pelle

La lampada Uva e il rischio melanoma
Partiamo da un concetto di base, che dev’essere ben chiaro a tutti: le lampade abbronzanti fanno male alla salute. Di più: secondo gli studi più recenti dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono certamente cancerogene, specie se l’abitudine a esporsi ai raggi artificiali inizia da giovanissimi, perché fanno aumentare notevolemente i rischi di tumore cutaneo, anche di una forma aggressiva come il melanoma.
Siccome però l’abbronzatura artificiale è ormai entrata definitivamente nelle abitudini di gran parte degli italiani (sono circa 13 mila i solarium e centri estetici autorizzati all´uso di lampade abbronzanti, senza contare tutti quelli presenti in palestre, negozi di acconciature e alberghi), che mai e poi mai saprebbero farne a meno, tanto vale conoscere le regole per sfruttarla al meglio senza correre rischi per la pelle. Tenendo bene a mente alcuni presupposti fondamentali:

  • Ciascuno di noi ha un tipo di pelle più o meno sensibile ai raggi solari: è il cosiddetto “fototipo”. Chi ha la carnagione più scura ha una più alta capacità di adattarsi, chi la ha più chiara ne ha meno. I raggi Uv sono pericolosi soprattutto per chi appartiene al fototipo uno: pelle e occhi chiari, capelli rossi o biondi.
  • Esporsi in modo eccessivo al sole naturale e a quello artificiale comporta l’invecchiamento precoce della pelle e, a lungo andare, predispone al cancro della pelle.
  • Prima di esporsi per la prima volta a una lampada abbronzante, sarebbe opportuno rivolgersi a un dermatologo di fiducia. È l’unico che può stabilire se e in che misura ci si può sottoporre ai raggi artificiali.
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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