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L’anoressia maschile, un fenomeno in espansione

Ancora oggi, soffrire di anoressia – e dunque rinunciare volontariamente ad alimentarsi fino alle estreme conseguenze – è visto come un problema esclusivamente al femminile. E invece è sbagliato: le statistiche descrivono il fenomeno dell’anoressia maschile in aumento, nonostante il rapporto sia ancora tutto sbilanciato in favore delle donne (10 a 1). Le stime variano secondo le fonti, ma gli esperti concordano nel collocare intorno alle 14-15 mila unità i casi di anoressici nel nostro Paese. Ed è probabile che siano numeri sottostimati.
La diagnosi di anoressia nervosa nei maschi, infatti, non è affatto semplice: i medici, spesso, non si aspettano di trovarsi di fronte un uomo anoressico e associano i sintomi del paziente ad altre patologie. Inoltre, i criteri diagnostici dell’anoressia sono stati finora incentrati sulla donna: uno dei più importanti sintomi della malattia è considerata l’alterazione del ciclo mestruale. Molti casi di anoressia maschile, quindi, non sono riconosciuti come tali.
Rispetto alle donne, i maschi tendono a non volere ammettere il problema. E anche se ne prendono coscienza, non ne parlano apertamente. Come si spiegano allora i nuovi casi? Su questo aspetto, gli specialisti sono divisi. Alcuni parlano di un incremento reale, dettato soprattutto dall’influenza dei media e dai cambiamenti dei modelli culturali della società: l’immagine mediatica del maschio ideale non è incentrata sulla magrezza, come per le donne, ma sulla forma fisica e sui muscoli a tutti i costi. Non deve sorprendere, quindi, che la principale causa di perdita di peso nei maschi anoressici sia l’eccesso di esercizio fisico. Altri hanno una teoria diversa: il dottor Fabio Galimberti dell’Associazione bulimia anoressia (Aba) non crede in un aumento numerico, ma piuttosto in una crescita di uomini che rivolgono una domanda di cura, perché ormai si parla e si scrive sempre di più sui disturbi maschili del comportamento alimentare ed è dunque diventato socialmente più lecito per un maschio chiedere aiuto.
L’anoressico-tipo è un soggetto depresso, ipersensibile, con forti sensi di colpa e scarsa autostima. L’ambiente familiare in cui cresce ha un ruolo centrale nello sviluppo della malattia. Un padre poco presente e una madre dominante e iperprotettiva sono quasi una costante nella vita degli anoressici. La figura paterna, in particolare, è spesso caratterizzata da atteggiamenti culturali di mascolinità molto stereotipata (per esempio l’eccessiva indulgenza sul consumo di alcolici).
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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