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L’epicondilite

L’epicondilite è l’infiammazione del gomito; viene a tennisti e a golfisti ed è molto dolorosa

Epicondilite

È l’infiammazione dei tendini dei muscoli che partono dall’area laterale del gomito. Può venire perché giocate tanto a tennis (e si parla infatti di gomito del tennista) oppure anche a golf. Il risultato, in tutti i casi, è un dolore molto acuto che si propaga in tutto il braccio e impedisce, spesso, anche di stringere la mano per salutare qualcuno.

Epicondilite – Che cosa fare
Nella fase iniziale dell’infiammazione, la cosa migliore da fare è immobilizzare al collo il braccio con una fasciatura e applicare una borsa del ghiaccio da tenere per un’ora, a intervalli di 2-3 ore. In questa fase si possono anche prendere farmaci antinfiammatori o cortisonici (per bocca o per infiltrazione), ma per non più di 4 giorni.
Quando l’infiammazione del gomito si cronicizza, la terapia migliore non è più il freddo, ma il caldo. E le terme, sotto questo aspetto, sono molto utili: applicare sul braccio fanghi a 45-50° migliora la circolazione. E questo apporta una maggiore quantità di ossigeno ai tessuti. Conseguenza: il corpo impiega meno tempo a risolvere da sé l’infiammazione dei tendini del gomito. I fanghi più efficaci sono quelli a base di acque salsobromoiodiche, ricche di sali con effetti rilassanti antinfiammatori. La durata ideale di questa terapia è di almeno 7 giorni consecutivi, da ripetere un paio di volte l’anno.
In alternativa ai fanghi, ci sono altre tecniche a base di calore capaci di risolvere l’epicondilite: tecarterapia e ultrasuoni ad alta frequenza. Durata della terapia: un mese circa, al ritmo di 1-2 sedute settimanali. In ogni caso, a fine terapia, sarà sempre necessaria una riabilitazione (circa un mese) con movimenti specifici di rotazione ed estensione dell’articolazione interessata e della mano.

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Redazione Staibene

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