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Leucemia nei bambini, la terapia genica che funziona

Le differenze con il metodo Usa
“L’approccio adottato dai ricercatori del Bambino GesA? guidati dalàprof. Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Onco-Ematologia Pediatrica, Terapia Cellulare e Genica – si legge sul comunicato – differisce parzialmente da quello nord-americano. Diversa è la piattaforma virale utilizzata per la trasduzione delle cellule, per realizzare cioA? il percorso di modificazione genetica. Diversa è la sequenza genica realizzata (costrutto), che prevede anche l’inserimento della Caspasi 9 Inducibile (iC9), una sorta di gene “suicida” attivabile in caso di eventi avversi, in grado di bloccare l’azione dei linfociti modificati.

E’ la prima volta che questo sistema, adottato grazie alla collaborazione dell’Ospedale con Bellicum Pharmaceuticals, viene impiegato in una terapia genica a base di CAR-T: una misura ulteriore di sicurezza per fronteggiare i possibili effetti collaterali che possono derivare da queste terapie innovative”, ha sottolineato l’ufficio stampa dell’ospedale.

 

 

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Prospettive per gli adulti e gli altri tumori

Il direttore delll’Oncologia medica è entusiasta dei risultati ma cauto sulle prospettive di estensione del metodo. Per quanto riguarda l’applicazione della terapia sugli adulti, ha annunciato che sono in corso sperimentazioni che potrebbero presto consentire l’applicazione di questa metodica anche sulle leucemie degli adulti. Quanto alla esportazione del metodo per la cura di altri tumori, quelli solidi per intenderci, dice che si tratta di una speranza.

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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