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L’invidia nel sesso: perchè la crudeltà è soprattutto donna

L’invidia all’interno della coppia

Anche all’interno della coppia, nel rapporto che unisce due persone che si amano e che hanno scelto di condividere una vita di relazione, può realizzarsi un sentimento negativo simile all’invidia. La si può provare nei confronti del o della partner, specie quando la relazione si fonda su un rapporto di tipo competitivo. Ancor più frequente è l’invidia provata per le altre coppie, che vengono considerate più felici, più ricche e più realizzate.

Ma è sempre nella coppia che può svilupparsi quella particolare declinazione dell’invidia che si esprime  in campo sessuale.

 

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L’invidia nel sesso

La psicoanalisi  ha codificato per prima il concetto di invidia nel sesso. Lo fece il caposcuola della psicoanalisi, Sigmund Freud,  nell’ultimo ventennio del 1800 quando, per dare una spiegazione ai sentimenti di angoscia e di inferiorità, che caratterizzavano l’universo femminile  a quell’epoca, teorizzò per primo il concetto di invidia del pene. Quel malessere in sostanza, diceva Freud, altro  non era che la frustrazione derivante da una condizione di inferiorità che la donna aveva nella società dell’epoca, nel mondo del lavoro, nei rapporti sociali di coppia e familiari, per il fatto di essere donna; e dunque, l’invidia  del pene, cioè l’invidia di tutti i privilegi di ruolo che l’uomo aveva per il fatto di essere uomo, non era altro che l’interpretazione psicologica di quel malessere.

La storia della psicoanalisi e l’esperienza  successiva ha confutato quella teoria, molto maschio-centrica; oggi la donna non ha  alcun complesso di inferiorità verso  l’universo maschile e non c’è nulla che una donna non possa fare al punto che, se mai,  la società moderna ha ribaltato la psicosi:  di fronte a donne arrembanti, aggressive, colte, determinate, che con l’istruzione hanno occupato campi prima esclusivamente maschili e con gli anticoncezionali hanno anche superato la condizione di vulnerabilità  riproduttiva e acquisito coscienza dei diritti anche sessuali,  è, se mai, l’uomo a vivere una fase di confusione e frustrazione.

Oggi sono molti uomini a prediligere atteggiamenti ed esteriorità femminili,  indulgenza verso sentimenti e romanticismi, incertezze sui generi e carenza di autostima; sicchè  all’invidia del pene si sostituisce  la sua versione post-moderna dell’invidia della vagina.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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