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Lo stress? Sale o scende a seconda degli amici

Due studi hanno indagato l’effetto della solitudine e dell’amicizia sull’ansia, lo stress, il benessere, la longevità. Con risultati sorprendenti che rilanciano la famiglia patriarcale.

Chi vive solo o in condizioni di scarse relazioni con il prossimo rischia di più lo stress. Ed è più facile all’ansia, all’aggressività e a problemi cognitivi.
Chi vive invece in grandi famiglie, quelle che una volta avremmo definito patriarcali,  e piàù in  generale chi si circonda di tati amici, è più positivo, equilibrato e vive persino più a lungo.

Le relazioni sociali, familiari e l’amicizia, sono dunque la miglior terapia per godere di buona salute ed essere felici? Secondo due studi entrambi a cura di psicologi sembrerebbe di si.

 

Perchè l’isolamento scatena aggressività

Secondo una una ricerca condotta negli Stati Uniti da due scienziati italiani, Erminio Costa e Alessandro Guidotti della University of Illinois at Chicago College of Medicine, e pubblicata sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” esiste un legame tra isolamento sociale e ridotta produzione di allopregnanolone, un ormone anti-stress.

Studiando i topi, i ricercatori hanno infatti osservato che l´ansia e l´aggressività che derivano dall´isolamento potrebbero risalire ad alterazioni dei livelli di un enzima che controlla la produzione a livello cerebrale dell´allopregnanolone.

Lo stress che l´isolamento sociale provoca negli animali è assai simile a quello che si riscontra nell´uomo, che può essere responsabile di una serie di effetti, che vanno dall´ansia all´aggressività, ai disturbi della memoria.

Aver identificato questo meccanismo potrebbe aiutare a sviluppare farmaci capaci di trattare gli effetti dello stress anche nell´uomo.

 

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Perchè l’amicizia genera benessere 

Una  conferma indiretta arriva dalla reazione opposta che si genera con il massimo della integrazione sociale, ovvero con l’amicizia.

La psicologa canadese Susan Pinker ha infatti condotto una ricerca sulla ragione per la quale in un piccolo comune della Sardegna, Villagrande Strisali,  si registra una straordinaria longevità dei suoi abitanti.

Ebbene, la psicologa ha scoperto che “la percentuale straordinariamente alta di ultranovantenni del piccolo paesino del Gennargentu deriva dal fatto che molti di loro sono mentalmente attivi, coltivano amicizie e vivono in quel collaudatissimo sistema di relazioni sociali che è la grande famiglia” fatta di genitori, nonni, zii, figli, nipoti.

 

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La famiglia patriarcale elisir di lunga vita

La famiglia patriarcale è dunque un relax e un elisr di lunga vita?

La  psicologa  Erika Bolella, esperta di invecchiamento all’Università di Padova ne è convinta:” l’amicizia rallenta il declino cognitivo e determina una situazione di benessere che contrasta le malattie cardiovascolari.

Inoltre – aggiunge, favorisce la resilienza, ovvero la capacità di non farsi abbattere dalle avversità della vita, incluse quelle derivanti dalle condizioni fisiche malandate che generalmente si accompagnano all’avanzare dell’età.

 

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Redazione Staibene

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