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L’orzo? Rigenera il cuore come un by-pass

Perchè l’orzo torna di moda fra i medici e sulla tavola? Lo spiegano alcuni scienziati italiani che hanno scoperto come il più antico cereale del mondo rigenera il cuore e scongiura l’infarto.

orzo

Uno dei più antichi cereali del mondo, l’orzo, sta tornando prepotentemente di moda tra i medici cardiologi.

Vi domanderete perché, dato che si tratta di un alimento generalmente noto per essere il principale sostituto salutare della tazzina di caffè.

La risposta viene da un gruppo di ricercatori italiani, della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, e dimostra che mangiarne 80 grammi al giorno ha lo stesso effetto di un by-pass coronarico: cioè evita infarti ed ischemie, “inventando” vie nuove per irrorare di sangue il cuore, quando le coronarie sono semi ostruite.

 

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L’orzo come un by-pass naturale
Tutto nasce dal ruolo dei beta-glucani, denominazione poco familiare per molti italiani che indica quella componente di fibra caratteristica dell’orzo e dell’avena che finora era nota soprattutto per la capacità di controllare l’accumulo di colesterolo nel sangue. E di ridurre i picchi di glicemia dopo mangiato.

Invece, secondo quanto riferisce il prof. Vincenzo Lionetti , professore di anestesiologia del S. Anna, la ricerca italiana ha scoperto che la parte dei beta-glucali capace di sciogliersi nell’acqua (preponderante nell’orzo) ha la capacità di generare nuovi vasi sanguigni quando i vasi tradizionali, per intenderci le coronarie che portano il sangue al cuore, invecchiano per colpa dei cosiddetti radicali liberi, favorendo ictus ed infarti.

Lo studio dei ricercatori italiani è stato pubblicato su e dimostra in pratica che, quando arriva meno sangue al cuore ( e ciò accade  perchè le arterie sono semi ostruire per effetto delle placche di colesterolo) quella componente dell’orzo  che si chiama beta-glucano crea altri vasi che svolgono lo stesso effetto del by-pass, portano cioè sangue al cuore per altre vie.

La conseguenza? Prevenzione da infarti ed ischemie. Ma non solo: le stesse molecole quando sono ingerite con alimenti come la pasta o altri preparati a base di orzo, proteggono da danni dello stress psicosociale cronico a livello di cuore e cervello.

 

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Quanti tipi di orzo
Per prendere atto di quanto hanno scoperto gli scienziati italiani, dunque, basta introdurre l’orzo nella nostra alimentazione. Ma quanto mangiarne ogni giorno? E che tipo di orzo?

Per chi, dopo aver letto questo articolo, facendo la spesa al supermercato acquisirà ora una sensibilità maggiore sulla scelta dell’orzo come contorno o come primo piatto, occorre precisare che i principali tipi di orzo sono 3:

 

  1. Orzo integrale: è quello che comprende tutte le componenti del chicco: l’endosperma (la parte centrale del chicco, dove è concentrato l’amido), il germe ( dove si concentrano i grassi) e la crusca. E’ poco usato perchè richiede cotture più lunghe e resta duro al palato.
  2. Orzo decorticato: è quello ottenuto con un blando processo di raffinazione che ne riduce la fibra ma mantiene quasi inalterato il contenuto di grassi, proteine e carboidrati;
  3. Orzo perlato: è ottenuto con un processo di raffinazione più intenso che rimuove completamente la parte esterna ma, poiché i beta-glucani sono contenuti in gran parte nell’endosperma, l’effetto by-pass è perfettamente compreso in quest’ultimo.

 

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Quanto orzo ogni giorno
L’Efsa, l’autorità europea sulla sicurezza alimentare, ha comunicato che la dose giornaliera di beta-glucani necessaria per proteggere il cuore è di 3 grammi , quantità assorbibile mangiando 80 grammi di orzo o avena al giorno.

Infatti, secondo quanto indicato da uno studio pubblicato sul Journal on food and nutrition research, che ha esaminato 11 tipologie di orzo, è stato accertato che la quantità di beta-glucani da essi contenuto in media è di 4,2 grammi ogni 100 di cereale, più di quanto per lo stesso quantitativo ne contengono l’avena (3,5) e nove volte  più di quanto ne contiene il grano ( 0,5 gr per etto).

Rita Acquistucci dirigente tecnologo del Centro di ricerca per gli alimenti, precisa però che sarebbe un errore concentrare l’attenzione solo sul contenuto di beta-glucani, perché l’orzo contiene anche molti altri nutrienti come amido, proteine, ferro, magnesio, polifenoli, vitamina E ,che contribuiscono ad un buono stato di salute.

A tutto orzo dunque, ma con quali ricette?

 

Ricetta n.1: Orzo perlato con funghi e pomodorini

Ricetta n.2: Hamburger di pollo con orzo, funghi e peperoni

Bruno Costi
direzione staibene.it

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