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Malattie ai reni, le nuove linee guida

Per fronteggiare l’insufficienza renale, che colpisce un italiano su 7

Come sempre, quando si tratta di salute, la prevenzione è l´arma primaria a nostra disposizione. Ecco perché, quindi, sono particolarmente importanti le nuove linee guida che la Società italiana di nefrologia, insieme con l´Istituto superiore di sanità, hanno stilato a proposito delle malattie renali. Un problema che negli Stati Uniti e in Europa colpisce il 20% circa della popolazione e in Italia il 13% degli adulti, più di uno su 7.

Più informazione per il malato
Bastano esami delle urine e del sangue, semplici ed economici, per intercettare i primi segnali di un disturbo ai renali. E avviare così un percorso di diagnosi particolarmente precoce, in grado di rallentare il danno d´organo che porta alla dialisi e alla necessità di trapianto.
Si rivolgono innanzitutto al medico di famiglia le "Linee guida italiane per l´identificazione, prevenzione e gestione della malattia renale cronica". Si tratta in particolare dell´insufficienza renale moderata, ossia una funzione dimezzata o più che dimezzata dell´organo rispetto alla norma.
Il documento, in 29 punti, è il primo testo tutto italiano a disposizione non solo dello specialista nefrologo, ma anche e soprattutto del medico di famiglia. Scaricabili dal sito Internet della Sin (www.sin-italy.org), si basano su circa mille studi scientifici; sono frutto del lavoro multidisciplinare degli esperti di 13 società scientifiche coordinate dall´Iss, di metodologi dello stesso Istituto nel ruolo di guida e di rappresentanti dei pazienti. Fra le indicazioni riportate nel documento, infatti, è prevista anche una maggiore informazione al malato.

Il ruolo dei medici di base
Una delle novità più importanti delle Linee guida che codificano l´iter diagnostico e la terapia delle malattie renali è "il coinvolgimento attivo, per la prima volta, dei medici di medicina generale nella diagnosi precoce dei malati: dovranno identificare i soggetti a rischio di malattia prima della progressione irreversibile, poi quelli a rischio di peggioramento, ma anche assicurarsi della continuità dei controlli e dell´aderenza alla terapia".
Le Linee guida italiane "introducono valutazioni più precise della misurazione della funzione renale di ciascun individuo e dei fattori di rischio relativi all´insorgenza dell´insufficienza renale e delle sue complicanze cliniche". Inoltre "forniscono indicazioni per assicurare un maggiore controllo delle malattie associate a quella renale", quindi delle possibili complicanze della nefropatia. Infine, "prevedono più informazioni al paziente sulla malattia e la sua evoluzione, comprese le misure da adottare per minimizzare le complicazioni".

L´importanza della diagnosi precoce
"Le Linee guida presentano diverse importanti novità sul riconoscimento e trattamento delle malattie renali prima ancora che sia rilevabile una riduzione della funzione del rene", sottolinea Rosanna Coppo, presidente della Società italiana nefrologia. "La diagnosi precoce può ridurre l´evoluzione alla dialisi e la comorbilità cardio-vascolare, ma può addirittura arrestare del tutto situazioni iniziali di danno renale e lo sviluppo di malattia renale cronica progressiva. Gli esami che possono indirizzare ad una diagnosi precoce", e cioè "l´esame delle urine e della creatininemia, sono semplici, specifici e poco costosi", precisa la specialista. E se i risultati sono alterati, questi test "danno inizio ad una diagnostica ben standardizzata ed efficace".
"Queste linee guida, elaborate da un panel multidisciplinare sulla base delle prove di efficacia", aggiunge Alfonso Mele dell´Iss, "oltre a consentire una gestione più appropriata della malattia renale cronica, saranno uno strumento utile a favorire una pratica clinica più uniforme ed una gestione più razionale delle risorse economiche". La malattia renale cronica è una condizione progressiva spesso legata a fattori di rischio come diabete e ipertensione, che nell´ultimo stadio prevede come soluzione il ricorso alla dialisi e al trapianto. Un riconoscimento precoce può esser utile per arrestare o rallentare la progressione di questa malattia verso le fasi più avanzate, dunque per prevenire le sue complicanze.

Redazione Staibene

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