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Coppie di fatto: ecco quando il figlio ci rimette

Quando una coppia di fatto è composta da una ex moglie che convive con un nuovo partner, nasce il pericolo che a rimetterci sia il figlio. Ecco perchè.

bimbo

Acclamata come una storica conquista della parità delle coppie di fatto di fronte alla legge, le unioni civili svelano l’altra faccia della convivenza che riguarda i bambini e le conseguenze di un matrimonio andato male.

Ma attenzione: non ci riferiamo ai traumi psicologici dell’abbandono consumato per la separazione di mamma e papà, né agli choc educativi provocati dall’assenza di un genitore nella educazione e crescita del bambino.

Ci riferiamo a qualcosa di assai più prosaico e materiale che va sotto il nome di soldi.

 

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Perchè i soldi sono il guaio dei bambini

Andiamo con ordine. Tutto nasce dalla sentenza della Corte di Cassazione n.19345  del 2016 che ha stabilito che chi intraprende una convivenza non ha più diritto all’assegno del coniuge per il mantenimento dei figli.

Sicchè la fine di una storia d’amore tra mamma e papà, se seguita da una separazione e poi dalla convivenza di un genitore con un altro partner, generalmente la mamma alla quale viene affidato il figlio, può provocare un drastico calo del benessere del bambino.

Dice infatti la sentenza della Cassazione che l’instaurazione di una nuova famiglia di fatto scioglie per sempre qualsiasi connessione con il tenore ed i modelli di vita che caratterizzavano il precedente fase di convivenza matrimoniale.

Il chè, in parole povere, significa che l’ex coniuge che si fidanza con un nuovo partner, perde il diritto agli alimenti necessari all’educazione  ed alla crescita dei figli da parte dell’altro coniuge. E lo perde per sempre.

 

 

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In dietro non si torna

Il punto nuovo è proprio nell’irreversibilità. E cioè  se mamma decide di rifarsi una vita e  di convivere convive con un altro  uomo, dovrà fare bene i suoi conti e tener presente che perderà l’assegno versato dall’ex coniuge per il figlio, anche se poi ci ripensa e lascia il nuovo fidanzato.

Dice infatti la sentenza che la perdita del diritto all’assegno è irreversibile non perchè   entra in uno stato di quiescenza ma perchè è definitivamente escluso”.

Per la Cassazione infatti la formazione di una famiglia di fatto è espressione di una scelta libera ed esistenziale e consapevole. E certamente deve rientrare nella consapevolezza anche  che il rischio che l’amore finisca.

D’ora in avanti, dunque, chi ricorre ad un’unione civile ha un motivo in più per riflettere su tutte le conseguenze, anche quelle che impattano sui bambini.

 

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Bruno Costi
Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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