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Marito in pensione, come cambia la coppia

Quando lui si ritira dal lavoro, per lei cominciano i guai fisici e mentali; si chiama sindrome da marito in pensione e si cura così.

Quando il marito  va in pensione, cambiano i rapporti di coppia?

Per l’uomo, dopo una vita di lavoro, può essere spesso una salvezza. Per la donna, un fattore scatenante di mille problemi di salute. Sta di fatto che quando il marito raggiunge finalmente l’agognata età per smettere di lavorare, per la moglie scatta il dramma.

Gli americani la chiamano “Retired husband syndrome” (Rhs), sindrome da marito in pensione, per intendere i problemi psicologici e fisici che affliggono le donne a partire dal giorno in cui il capofamiglia resterà a casa, invece di recarsi come ogni giorno – nei precedenti 30-40 anni o giù di lì – al lavoro.

 

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I sintomi della sindrome da marito in pensione
In Giappone, la Rhs è un problema molto diffuso, identificata già nel 1991 da Nobuo Kurokawa, uno dei maggiori esperti nel campo. Da noi, prima ancora che venisse teorizzata nel Sol Levante o affrontata dai quotidiani Usa come è accaduto di recente, ne aveva parlato Paolo Villaggio con una delle sue tante puntate dell’immortale saga di “Fantozzi” (che, in quell’occasione, andava per l’appunto in pensione).
Ma quali sono le caratteristiche di questa sindrome?

Il primo sintomo è la forte angoscia mista a disperazione: dopo una vita passata ad aspettare lui che tornasse dal lavoro magari stanco morto, ora il brutto sarà averlo tutto il giorno intorno.

Non basta: va aggiunta la preoccupazione dovuta al fatto che, entro poco tempo, il marito tenderà a non uscire quasi più di casa, inchiodato davanti alla tv o immerso nella lettura del giornale.

Conseguenza: niente più rapporti sociali, isolamento per la coppia. E conseguente fortissima preoccupazione per il futuro nella donna, che comincerà quindi a manifestare principi di ulcera, dermatiti e altri malanni di chiara origine psicosomatica.

 

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Risolvere il problema
In Giappone le coppie si affidano a maestri zen specializzati nel gestire la sindrome Rhs, puntano sulla medicina tradizionale locale e su manuali di sopravvivenza sempre più diffusi in libreria. Ma in concreto, qualora capitasse qui da noi, come si dovrebbe affrontare il problema per cercare – se non proprio di risolverlo – quanto meno di ridurne la portata?
La risposta è semplice: il marito dovrebbe mostrare di voler essere attivo, propositivo, di volersi impegnare in qualcosa di concreto. Imparare magari a fare qualcosa che non ha mai fatto fino a quel momento: la spesa, o anche solo pagare le bollette, compilare la dichiarazione dei redditi, pulire i vetri delle finestre… Tutto, pur di concedere alla moglie quello spazio che, se manca, può provocare quasi certamente solo problemi psicofisici che si riassumono nella Sindrome da marito in pensione.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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