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Memoria al top se preghi o mediti tutti i giorni

Gli effetti benefici per il cervello dimostrati dalla neuroteologia

Per migliaia di anni, la religione ha posto alcune domande senza risposta: chi siamo? Qual è il significato della vita? Che cosa significa essere religiosi? Nel tentativo di affrontare tali questioni, Andrew Newberg, direttore della ricerca presso il Myrna Brind Center of Integrative Medicine alla Thomas Jefferson University Hospital di Philadelphia, ha scansionato il cervello durante la preghiera. I risultati? Sorprendenti. E’ stato riscontrato un aumento di attività nel lobo frontale del cervello, responsabile di focalizzare l’attenzione e la concentrazione.
La disciplina che studia il rapporto tra il cervello e l´esperienza religiosa è la neuroteologia, una disciplina che cerca di gettare le basi per un nuovo tipo di dialogo tra mondo scientifico e teologico. La neuroteologia applica la scienza e il metodo scientifico alla spiritualità attraverso studi di scansione del cervello.

Cos’è la neuroteologia
Sono stati scritti molti libri che affrontano il rapporto tra il cervello e l´esperienza religiosa. Le comunità scientifiche e religiose si sono mostrate molto interessate a ricevere ulteriori informazioni riguardanti questo argomento: se scienza e religione possono integrarsi in qualche modo nel tentativo che possano conservarsi e, forse, migliorarsi entrambe.In sintesi, perché la neuroteologia possa avere successo, scienza a religione devo mantenersi separate.

Cosa succede al cervello durante la preghiera o la meditazione
Newberg e la sua équipe hanno registrato ciò che accade nel cervello delle persone quando si concentrano in una pratica spirituale profonda come la meditazione , Newberg ha preso le scansioni del loro cervello, poi gli ha insegnato un tipo di meditazione basato sulle pratiche mantra e ha chiesto loro di praticare questa meditazione per 12 minuti al giorno per otto settimane. Alla fine delle otto settimane, il gruppo è tornato per un´altra scansione, e Newberg ha trovato alcune differenze sorprendenti. “Abbiamo trovato alcuni cambiamenti molto significativi e profondi nel loro cervello solo a riposo” ha spiegato Newberg “in particolare nelle aree del cervello che ci aiutano a focalizzare la nostra mente e la nostra attenzione ". Molti dei partecipanti hanno riferito di essere in grado di mettere meglio a fuoco i propri pensieri e di aver una memoria migliore. Le nuove scansioni al cervello e i test di memoria hanno confermato successivamente quel che i soggetti avevano riferito.
"Hanno avuto miglioramenti di circa il 10 o 15%", dice Newberg. "E questo solo dopo otto settimane e per soli 12 minuti al giorno, quindi potete immaginare che cosa accade nelle persone che sono profondamente religiose e spirituali e seguono queste pratiche per ore e ore ogni giorno e per anni e anni".

Le conclusioni dello studio
Cosa vuole dimostrare la neuroteologia? Non vuole dare conclusioni definitive su cose tipo l´esistenza di un potere superiore, ma fornire una più profonda comprensione di ciò che significa essere religiosi. “Coloro che sostengono che le esperienze religiose e spirituali non sono altro che fenomeni biologici, hanno conferme da questo studio” afferma Newberg “ma, oltre a questo, i dati di questo studio non eliminano l´idea che vi sia una presenza religiosa o spirituale o divina nel mondo".
Come concludere allora? Lasciare aperta la questione: la scansione non mostra se i miglioramenti nel cervello dipendono dalla biologia o se Dio è veramente tra noi. Per lavorare veramente, la neuroteologia ha bisogno di essere molto rispettosa e aperta a entrambe le prospettive.

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Redazione Staibene

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