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Menopausa, impara a viverla con serenità

La dieta, la ginnastica e qualche consiglio per non farti cogliere impreparata

Arriva tra i 46 e i 52 anni. Ma l’importante è capire che si tratta di un evento naturale. E che devi fronteggiarlo con tranquillità. È uno dei momenti più delicati della tua vita: per questo devi sapere come affrontarlo.

I sintomi

1) Il ciclo cambia. Comincia a saltare qualche mese, poi riprende, ma il flusso diminuisce o aumenta in maniera evidente. È il segnale della premenopausa che precede la menopausa vera e propria, cioè la cessazione definitiva del ciclo mestruale. Se le mestruazioni non vengono più già da sei mesi allora vuol dire che siete entrate in menopausa.
2) Vampate di calore. Una sensazione di calore intenso che parte dal volto, scende lungo il collo e si diffonde per tutta la parte superiore del corpo, impedendo la concentrazione e rendendovi irritabili. Si chiamano “vampate di calore” e sono il disturbo più tipico della menopausa. Non se ne conosce ancora con certezza la causa precisa, ma sembra siano dovute all’influenza sul sistema nervoso della diminuzione degli estrogeni e dell’aumento degli ormoni dell’ipofisi. Non si presentano in tutte le donne, la loro frequenza è variabile e possono arrivare dopo qualche mese o farsi attendere anche diversi anni. Compaiono in qualunque ora e anche più volte nell’arco della giornata, ma durano al massimo pochi minuti.
3) Sudore notturno. Anche d’inverno e magari mentre state dormendo, sentite un caldo asfissiante che vi soffoca. Cominciate a sudare intensamente, neanche la finestra aperta riesce ad aiutarvi. Si tratta di un altro sintomo caratteristico di questa fase. Anche questo disturbo è legato alla diminuzione degli ormoni femminili e all’aumento di quelli ipofisari, fenomeni tipici della menopausa. La loro durata nel tempo può variare secondo le persone: non vi preoccupate, dunque, se vanno avanti pochi mesi o diversi anni.
4) Disturbi urogenitali. Bruciore, prurito e secchezza vaginale, infezioni, e una sensazione di dolore durante i rapporti sessuali. A tutto questo si possono aggiungere anche irritazioni della vescica, cistiti e aumento dello stimolo ad urinare: sono fastidi legati all’atrofia degli organi urogenitali. Gli estrogeni non proteggono più i tessuti dell’apparato genitale.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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