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Moxibustione

Si tratta di una pratica non invasiva che utilizza il calore per guarire diverse patologie stimolando determinati punti del corpo che influiscono sui meridiani, i canali lungo i quali scorre la nostra energia vitale

Moxibustione

La pratica della moxibustione nasce in Giappone nel IX secolo a.C., ma è in Cina che si verifica la sua diffusione e il suo perfezionamento. Si tratta di una pratica non invasiva che utilizza il calore per guarire diverse patologie e che ricorre agli stessi criteri dell’agopuntura, vale a dire la stimolazione di determinati punti del corpo che influiscono sui meridiani, i canali lungo i quali scorre la nostra energia vitale (che i cinesi chiamano Qi o Chi) e che sono collegati con i vari organi. Nella tecnica della moxibustione, però, al posto degli aghi si utilizza il calore prodotto dalla “moxa” (che in Giapponese significa “erba che brucia”), un bastoncino o un cono che contiene una lanugine ottenuta dalle foglie essiccate e triturate di erba artemisia.

In passato venivano usate anche altre erbe, ma l’Arthemisia Vulgaris è ora considerata la più adatta perché brucia molto lentamente.

 

Come agisce

I “bastoncini magici del tuono e del fuoco”, come vengono chiamati in cinese i moxa, attraverso il calore provocano un intenso afflusso di energia là dove ci sono i vuoti e in questo modo stimolano i tessuti e ridistribuiscono la forza vitale, il Chi, in tutto il corpo. Non solo, perché con la moxibustione si ottiene la dispersione del freddo e la stimolazione del calore interno del corpo.

La moxibustione potrebbe essere praticata anche da soli, ma è sempre meglio affidarsi ad uno specialista medico agopuntore perché solo lui potrà scegliere il punto da riscaldare e la durata del trattamento in base alle necessità del paziente.

 

Che cosa aiuta a curare

L’antichissima pratica della moxibustione è stata utilizzata nel corso dei secoli per combattere tutte le patologie yin (una parola che nella terminologia orientale sta a simboleggiare il freddo, ma anche il lato femminile) e quindi le malattie da raffreddamento, i dolori reumatici, in contrapposizione allo yang (il caldo, il maschile), quindi il metabolismo lento, l’astenia e gli arti freddi.

Ne deriva che questa pratica è utile contro bronchiti, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, lombalgia, ipotensione, problemi digestivi e intestinali e disturbi mestruali. Ma ha effetti positivi anche sull’insonnia, stati di stanchezza e depressione. Può essere un aiuto anche per i recuperi post-operatori, i prolassi e le emorroidi.
Le ricerche più recenti hanno stabilito che la moxibustione è anche in grado di stimolare le difese immunitarie dell’organismo, perché riesce ad aumentare la produzione di anticorpi.

 

Chi non può farlo

La moxibustione ha molti campi di applicazione, ma non tutti possono beneficiarne. In particolare, questo tipo di trattamento è sconsigliato ai diabetici e ai bambini al di sotto dei 7 anni, ma è controindicato anche ai soggetti che soffrono di ipertensione, stati febbrili, infiammazioni acute, vene varicose, traumi, ulcerazioni cutanee (e quindi, anche eczemi, lupus eritematoso e psoriasi).

Redazione Staibene

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