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Nei, vietato perderli di vista!

Come difendersi dai tumori della pelle

Nei, l’arma migliore è la prevenzione

Protezione accurata sotto il sole e controlli periodici dei nei. Sono i due punti fondamentali della prevenzione, se vogliamo “salvare la pelle” dalle sempre più frequenti forme di cancro dell’epidermide (in assoluto, le più diffuse nel mondo).

In particolare nel nostro Paese, i numeri parlano di una crescita netta a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e degli stili di vita sempre meno sani: 210 mila diagnosi effettuate ogni anno, 140 mila delle quali giudicate a rischio e circa 65 mila già cancerose tra melanomi e carcinomi.
In Italia questo genere di tumori colpisce il 60% degli over 40, ma se nel 10-20% dei pazienti evolve in neoplasie vere e proprie, il discorso cambia di fronte a una diagnosi tempestiva: la possibilità di guarigione è addirittura del 100%.

La fotografia della situazione arriva dall’Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi) e dalla Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), promotori dello “Skin Cancer Day”, la giornata nazionale di sensibilizzazione sui tumori della pelle.

Tra i tumori della pelle, il melanoma è il più mortale, i carcinomi baso e spinocellulare i più diffusi, le cheratosi attiniche le più precoci. “Ma i tumori alla pelle sono moltissimi, ci sono anche i linfomi epidermici, il sarcoma di Kaposi e altri ancora”, ha spiegato il presidente della Sidemast, Alberto Giannetti. “Nell’insieme rappresentano le neplasie più frequenti nell’uomo”. “Il temutissimo melanoma”, ha aggiunto il vicepresidente dell´Adoi, Marco Simonacci, “fa registrare ogni anno in Italia circa 7 mila nuovi casi e se la mortalità ormai si è stabilizzata intorno al 10-15%, l’incidenza raddoppia ogni decennio: negli ultimi 20-30 anni nel nostro Paese si è passati da 5-7 casi a 10-30 ogni 100mila abitanti”, pur con grandi differenze tra Nord e Sud e con un picco massimo di diagnosi fra 30 e 60 anni. “Nelle donne è più diffuso agli arti inferiori, mentre negli uomini al tronco”, ha aggiunto lo specialista, “e se il 70% delle lesioni compare sulla pelle sana, il 30% evolve da un neo preesistente”. Da qui l’importanza dell’autoesame e di visite regolari dal dermatologo, perché “se la diagnosi è precoce, la sopravvivenza a cinque anni supera il 95%”. 

Stessa raccomandazione vale per i carcinomi, pari a un terzo di tutti i tumori cutanei: “Quelli basocellulari sono tre volte più frequenti di quelli spinocellulari, in Italia 49 mila e 17 mila casi l´anno rispettivamente”, ha detto ancora Giannetti. “In gran parte nascono dalle cheratosi attiniche, colpiscono per lo più dopo i 60 anni e compaiono soprattutto su volto, collo, cuoio capelluto e dorso delle mani”.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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