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Oligoterapia

La carenza di oligoelementi, può provocare uno squilibrio generale nell’organismo e di conseguenza le malattie funzionali non legate a lesioni di tipo organico

Oligoterapia

È stato per primo un medico francese del secolo scorso, Jacques Menetrier, a osservare come la carenza di oligoelementi, chiamata ametallosi, possa provocare uno squilibrio generale nell’organismo e di conseguenza le malattie funzionali non legate a lesioni di tipo organico, ma solo ad alterazioni metaboliche. Secondo Menetrier, esse costituiscono addirittura il 70% della medicina di base e possono essere curate e prevenute attraverso l’assunzione di oligoelementi per via orale.

L’azione dell’oligoterapia catalitica si basa sull’assunzione di oligoelementi a dosi molto basse (“oligos” in greco vuol dire poco), circa un milionesimo a grammo.
Esistono tre tipi di oligoterapia molto diversi tra loro: quella catalitica di cui ci occupiamo in questo articolo, quella nutrizionale (nata negli Anni 50 e che si basa sull’integrazione alimentare nei casi di carenza) e quello farmacologica che utilizza dosi molto superiori di un singolo elemento per curare patologie particolari, ad esempio il ferro per l’anemia).

 

Come agisce

Gli oligoelementi, ristabilendo l’equilibrio nell’organismo, non solo rafforzano le difese immunitarie, ma servono a contrastare tra l’altro disturbi allergici, respiratori, infettivi, digestivi, osteoarticolari, dermatologici, endocrini.

Gli elementi chimici sono presenti nel corpo umano in una concentrazione inferiore allo 0,01%. I più abbondanti sono: ferro, fluoro, silicio, zinco e rame. Sono considerati essenziali quelli la cui carenza provoca l’alterazione di una o più funzioni (perché presenti in tutti i tessuti sani), svolgono un ruolo biochimico insostituibile e continuo e hanno una concentrazione costante. Sono in tutto 15: fluoro, iodio, selenio, silicio (i cosiddetti metalloidi). Cromo, cobalto, ferro, litio, manganese, molibdeno, nichel, rame, stagno, vanadio e zinco, sono definiti “metalli di transizione”. Alluminio, argento, oro, bismuto, germanio, pur non essendo oligoelementi essenziali, hanno comunque un‘accertata attività curativa.

 

Le quattro diverse tipologie

Jacques Menetrier elaborò quattro diverse “tendenze morbose”, cioè delle predisposizioni alla malattia, sensibili al variare delle stagioni e ai singoli individui. Si chiamano “diatemi”, si contraddistinguono per determinate caratteristiche e si affrontano somministrando lo stesso oligolemento da cui prendono il nome.

Allergica (o del manganese)
È tipica della primavera, riguarda soprattutto gli adolescenti e i giovani e si manifesta con reazioni allergiche.
I principali disturbi sono: orticaria, eczema, asma bronchiale, rinite allergica, ipertensione, gastrite e colon irritabile.
Coloro che appartengono a questo gruppo hanno tendenza a reagire in modo spropositato agli eventi, estroversione, ottimismo, ma irritabilità. Accusano spesso stanchezza al mattino, che migliora con il progredire delle ore.

Ipostenica (o del manganese-rame)
Possono appartenere a questo gruppo soggetti di tutte le età che hanno processi infettivi ripetuti. I principali disturbi di questo gruppo sono: rinite, faringite, tonsillite, otiti, cistiti, anemie.
Le caratteristiche di questo gruppo sono riflessività, metodicità, ma anche pessimismo e difficoltà di concentrazione. Accusano stanchezza durante tutto l’arco della giornata e hanno bisogno di molte ore di sonno.

Distonica (o del manganese-rame)
I disturbi per questo gruppo, si manifestano più di frequente in estate e riguarda soprattutto gli adulti “over 50”. Consiste in atteggiamenti “iper” o “ipo”, cioè sopra o sotto le righe.
I principali disturbi sono: stasi venosa, artrosi e artrite, cefalee psicosomatiche e insonnia.
Le caratteristiche di questo gruppo sono: impazienza, sensibilità ai rumori, somatizzazione di paure e ansie. Stanchezza al mattino in aumento nel corso della giornata.

Anergica (o del rame/oro/argento
I soggetti che appartengono a questo gruppo accusano disturbi durante la stagione invernale, e generalmente soffrono di mancanza di vitalità o di adattamento.
I disturbi più comuni sono: infezioni ricorrenti, foruncolosi, reumatismo articolare acuto, micosi recidivanti.
Le caratteristiche di questo gruppo sono il disinteresse per gli aspetti della vita di tutti i giorni, la tendenza alla depressione e a dimenticare le cose.

 

Come si assumono gli oligoelementi

Gli oligoelementi si assumo per bocca tenendoli sotto la lingua per 2 minuti prima di deglutirli. Esistono orari precisi per l’assunzione. In particolare: la mattina a digiuno, 5 minuti prima della colazione. La sera, 10 minuti prima della cena o 2 ore dopo.

Il trattamento iniziale dura 3 mesi e può essere ripetuto a intervalli di 15-30 giorni.

 

Controindicazioni

Se si intende seguire una terapia a base di oligoelementi, non si deve temere che ci venga assegnata una prescrizione sbagliata, perché l’oligoelemento non fa danni. Al massimo, può risultare perfettamente inutile.

Solo raramente si segnalano intolleranze verso il cobalto, mentre il manganese può accentuare le manifestazioni allergiche.
In ogni caso bisogna tenere presente che gli oligoelementi non sono indicati negli stati lesionali gravi, nelle insufficienze d’organo, nel caso in cui si assumano cortisonici per molto tempo o antidepressivi.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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