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Di omeopatia si muore? Parla l’inventore-industriale che usa gli antibiotici

Di omeopatia si muore? Parla l’inventore-industriale che usa gli antibiotici. Tutti i risvolti del caso del bambino morto per una banale otite curata senza antibiotici.

omeopatia

Perfino Christian Boiron direttore generale del Gruppo Boiron, leader mondiale dei farmaci omeopatici, quasi quattromila dipendenti di cui 200 in Italia smentisce l’onnipotenza dell’omeopatia e ammette che lui stesso dà gli antibiotici ai propri figli.

Il medico di Pesaro che ha vietato ai genitori del bimbo morto di encefalite per non essere stato curato con antibiotici di fronte ad un’otite insistendo per le cure omeopatiche, apprenderà con scoramento quanto afferma il capo della principale azienda omeopatica europea e probabilmente non gli restano speranze di difendersi contro la radiazione dall’Ordine dei medici per aver fatto morire quel bimbo.
Ma chi è il vero responsabile? Solo il medico? O anche i genitori che avevano per legge oltre che per vincolo affettivo e familiare il dovere di curare il proprio figlio?

 

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Il problema dell’Omeopatia
A indicare il problema dell”omeopatia è proprio il capo della principale azienda che produce prodotti omeopatici: “II problema dell’omeopatia – dice Boiron in una intervista al Corriere della Sera – è che da 200 anni non ha smesso di evolversi. Cento anni fa i medici omeopatici pensavano di poter trattare tutto con l’omeopatia. Questo non è possibile, così come non si può curare qualsiasi malattia con gli antibiotici».

Per difendere la sua posizione Boiron provocatoriamente si chiede :” il problema non so se è nella diagnosi, cioè nel medico che non ha saputo fare la diagnosi, o nella cura, cioè nei genitori che non lo hanno portato subito all’ospedale. Certo è che se uno muore dopo aver preso un farmaco tradizionale, – aggiunge – nessuno dà la colpa alla cura e molti muoiono senza che nessuno dica niente.

Sta di fatto che la Boiron l’azienda dell’inventore della medicina omeopatica che fattura 600 milioni di euro ha patteggiato con i giudici nella causa collettiva fatta dai consumatori.

 

 

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Omeopatia acqua fresca?

Boiron contesta Garattini il farmacologo italiano più noto che aveva definito acqua fresca i benefici dell’omeopatia, asserendo che l’omeopatia è innanzitutto frutto della ricerca farmacologica.
Boiron dice che non esiste la malattia ma le persone che reagiscono in modo diverso. Insiste che per certe sintomatologie non gravi e frequenti è meglio un farmaco omeopatico, soprattutto con i bambini versi i quali si esagera con gli antibiotici. Ma il punto – dice – è la sinergia. “Per cinquant’anni abbiamo prodotto il Cephyl, un farmaco che aveva il principio attivo dell’aspirina più altre componenti omeopatiche. Poi l’Agenzia del farmaco francese ci ha chiesto di fare una scelta netta, o un componente o un altro. E così lo abbiamo ritirato. Ecco, secondo me non dovrebbe esserci una contrapposizione tra i due tipi di farmaco. L’integrazione può essere preziosa, come già avviene nella cura del cancro .

 

 

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La medicina omeopatica cura il cancro?
No, assolutamente -risponde Boiron – ma ci sono dei casi in cui il paziente ha problemi di tolleranza rispetto a certe cure, come la radioterapia, e i farmaci omeopatici lo possono aiutare a sopportarle. Sempre più spesso i medici stanno scegliendo di integrare la terapia convenzionale con la terapia omeopatica. L’obiettivo è comune: far guarire il malato e alleviargli le sofferenze».

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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