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Osteopatia

Manipolare le ossa per restituire all’organismo l’equilibrio fondamentale per la sua buona salute

Osteopatia

Manipolare le ossa per restituire all’organismo l’equilibrio fondamentale per la sua buona salute. Si basa su questo principio l’osteopatia, una disciplina nata dall’idea di un eccentrico medico americano di nome Andrew Taylor Still (1828-1918): vissuto per anni presso la tribù pellerossa degli Shawnee, prestava la sua assistenza ai malati in cambio della possibilità di studiare le ossa che riesumava dalle antiche tombe. Da queste osservazioni empiriche e da alcuni studi di meccanica, il dottor Still ricavò le teorie alla base della moderna osteopatia.

Indicata per la cura delle cefalee tensive, di artriti e artrosi negli anziani, dei disturbi da sforzo e delle ernie del disco, questa disciplina si fonda su un concetto di base: il sistema muscolo-scheletrico è la struttura portante del corpo umano, perché sostiene e protegge gli organi interni, interagisce con il sistema nervoso, aiuta l’apparato circolatorio e quello digestivo. Se lo scheletro non è mantenuto perfettamente allineato (a causa di una postura scorretta o di un trauma, per esempio), finiscono per risentirne anche tutti gli altri sistemi e apparati dell’organismo, e viceversa.
L’obiettivo, insomma, è di far mantenere al corpo l’omeostasi, cioè lo stato di equilibrio naturale. Il compito di raggiungere questo scopo è affidato appunto all’osteopata, lo specialista in manipolazione delle ossa.

 

Le diverse tecniche

Le tecniche con cui si esegue la moxibustione sono diverse e alcune sono più praticate di altre. In Occidente sono state realizzate apparecchiature che riproducono “artificialmente” il calore, tramite raggi all’infrarosso, simili a quelli prodotti dalla moxa, ma molti agopuntori rifiutano questi macchinari perché ritengono che l’effetto terapeutico dipenda proprio dagli effluvi dell’artemisia.

Ecco dunque quali sono le tecniche maggiormente utilizzate. .

I sigari
L’artemisia è contenuta in bastoncini a forma di sigaro, lunghi fino a 20 cm. Si accende una delle estremità e la si avvicina alla pelle, facendo attenzione a non bruciarla.
Si manterrà la moxa a circa 3 cm dal punto sul quale si vuole agire per una decina di minuti, oppure per una ventina di minuti se si avvicina maggiormente la moxa alla pelle. In questo caso il movimento sarà rotatorio o a becchettio.
La scelta della durata dipende dalla diversa necessità di “caricare” energia, oppure di disperderla.

I coni
In questo caso l’artemisia viene inserita e poi compattata in piccoli coni che vengono posti sulla cute del paziente. I coni si accendono e si lasciano bruciare fino a quando il calore non diventa più tollerabile per il paziente.
Alcuni specialisti, per evitare che i loro pazienti corrano pericoli, inseriscono tra i coni e la cute una fettina di zenzero o aglio, o anche carta stagnola.

I cofanetti
Si tratta di una tecnica poco utilizzata ma consigliata, soprattutto, nei casi cronici. L’artemisia viene posta in scatole piccole 10-15 cm, che hanno un coperchio e un fondo dotato di una rete metallica. La moxa viene bruciata a coperchio chiuso e può essere avvicinata alla pelle senza entrarvi in contatto.

L’ago
Con questa tecnica si utilizzano sia l’agopuntura che la moxibustione. Si sistema una pallina o un cilindro di moxa in cima ad un ago, che poi il medico inserisce nel punto che deve essere stimolato. In questo modo il calore arriva direttamente all’interno del meridiano prescelto.

 

Come combatte otite, sinusite e mal di testa

Una particolare branca dell’osteopatia (detta craniale) si rivela molto efficace se praticata per fronteggiare alcuni tra i più diffusi disturbi infantili. Si tratta di un metodo ideato e sviluppato negli Anni 20 da un osteopata americano, William Garner Sutherland: aveva notato che il suo umore cambiava quando riusciva a spostare l’allineamento delle sue ossa.

L’osteopatia craniale parte dalla convinzione che le sette ossa che compongono il cranio non si fondono del tutto durante la crescita dell’individuo, mantenendo dunque una seppur minima possibilità di intervento.
Per contribuire a curare emicranie, cefalee, sinusiti, capogiri, acufeni, l’operatore picchietta con dolcezza, manipola e immobilizza le ossa finché queste non assumono l’allineamento corretto.
Secondo alcuni studi, l’osteopatia craniale adottata nell’infanzia aiuta a superare problemi di otite, iperattività e mancanza di concentrazione. Inoltre può servire a migliorare problemi circolatori e respiratori, ipertensione e ulcera, causata da una lieve compressione sui nervi cerebrali.

 

Come agisce sui disturbi lombari e cervicali

Il segreto per contrastare con efficacia i dolori alla schiena, autentico tormento a tutte le età, consiste nel risalire alle cause che lo provocano, senza limitarsi a curarne i sintomi.

Nel caso di mal di dolori lombari e cervicali, le patologie per le quali più spesso si ricorre all’osteopata, non è previsto naturalmente alcun ricorso a farmaci, ma l’individuazione dei motivi alla base dei dolori stessi: un mal di schiena può essere dovuto per esempio a uno stato di stress o comunque sofferenza di un organo (per esempio, il fegato o l’intestino) che si ripercuote sulla struttura posteriore del corpo.
Ma l’intervento dell’osteopata può essere molto utile anche alle donne durante la gravidanza, quando l’equilibrio corporeo viene modificato dal cambiamento obbligato della postura dovuto al pancione.

 

Come migliora la postura

Non tutti sanno che nella maggior parte dei casi di postura scorretta, il colpevole è la cattiva occlusione di bocca e denti. L’intervento dell’osteopata consente di mettere a posto la situazione. In particolare, a occuparsi della bocca è una particolare figura professionale, non così facile da trovare negli studi dentistici. Si tratta dell’osteopata mandibolare, il cui compito è proprio quello di verificare il modo in cui il paziente chiude la bocca. Basta infatti un problema banale, come una carie non curata, per spostare la mandibola dalla sua posizione fisiologicamente naturale, e creare una masticazione dannosa per l’organismo perché altera gli equilibri muscolari. Le conseguenze? Problemi posturali più o meno gravi, che causano mal di schiena, pubalgia, cervicalgia.

Per una corretta diagnosi, si usa la pedana posturometrica e stabilometrica, che registra carichi e oscillazioni su tutto il corpo.
Quanto alla terapia, sono previste varie sedute osteopatiche e l’uso di un bite, l’apparecchio dentale che serve a ristabilire la corretta posizione della mandibola.

 

Come si svolge una seduta

Anche l’osteopata, come il medico tradizionale, ha bisogno di un primo incontro con il paziente per farne l’anamnesi, metterne cioè a fuoco tutta la storia clinica.

Il primo incontro.
La valutazione del soggetto viene fatta con particolare attenzione: prima in piedi, poi seduto, infine disteso in posizione prona e supina, in modo da controllarne la postura, il tono muscolare, la respirazione e il movimento.
L’osteopata va alla ricerca delle aree problematiche del sistema muscolo-scheletrico: contratture, irrigidimenti, diversa lunghezza delle gambe, curvatura della colonna vertebrale, modificazioni del tessuto cutaneo (per esempio cicatrici o smagliature).

La seduta tipo.
Dopo il primo incontro, seguono le sedute vere e proprie. La seduta tipo si svolge su un lettino. Caratteristica delle manipolazioni, dette “ad alta velocità”, è il particolare schiocco (non doloroso) delle bolle d’aria presenti nel liquido sinoviale che si trova all’interno delle articolazioni.
Le sedute successive alla prima durano circa mezz’ora e di solito ne occorrono da 3 a 6. Se l’alterazione posturale è cronica, può essere necessario aggiungere 4 o 5 sedute annuali di mantenimento.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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