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Papà in sala parto: sì o no?

Molti papà vogliono essere presenti in sala parto: 5 cose che deve fare e 5 che deve evitare, se accetta di assistere alla nascita.

Non tutti gli uomini hanno il coraggio di farlo. Ma, una volta deciso di entrare in sala parto per vivere il momento della nascita accanto alla loro donna, è fondamentale che conoscano alcuni aspetti molto importanti. Perché possono costituire un rischio per loro stessi, per la futura mamma, per la stabilità del nucleo familiare e per la salute del neonato.

Le conseguenze
"A volte il marito può portare in sala parto ansie e problematiche che dovrebbero essere estranee ad un momento così delicato, in cui c’è in gioco una vita fragilissima", spiega  Riccardo Ingallina, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia della Casa di Cura Villa Pia di Roma. "E le conseguenze più gravi possono ricadere sul neonato, ma anche sulla mamma, in termini fisici e psichici. È fondamentale la massima attenzione durante le ultime ore della gravidanza".

Il fenomeno
Secondo l´Istat, gli uomini stanno riscoprendo il piacere di vivere l´inizio della loro esperienza di padre fino in fondo: nel corso del travaglio, in circa il 60% dei casi il marito si colloca al primo posto tra le persone vicine alla donna in sala parto. Ma la tendenza che sorprende è un’altra: si verifica un più elevato numero di fallimenti matrimoniali nelle regioni in cui i papà partecipano di più al parto. Nelle Regioni del Nord Ovest d’Italia, otto mariti su dieci assistono al parto, e si separa una coppia su 2,5. Al Centro, i papà presenti sono il 63%, mentre le separazioni sono una su 4,5. Nelle Isole Maggiori, solo la metà dei mariti o compagni è presente: qui le separazioni sono una su 7. Nel Sud il marito entra meno in sala parto, solo 30 su 100, e le separazioni diventano soltanto una su otto.

Il decalogo
Ma una volta che l´uomo ha deciso di assistere al parto, come si deve comportare per non rappresentare un intralcio, un problema, un rischio? Il professor Riccardo Ingallina ha stilato un decalogo cui ciascun futuro papà dovrebbe adeguarsi durante le ore che interessano travaglio e parto: 5 cose da fare e 5 da non fare.

Le cose da fare

  • Aiutare la partoriente a seguire le indicazioni del personale di assistenza.
  • Simulare con la partoriente durante le doglie la respirazione imparata al corso pre-parto.
  • Accarezzare la fronte e idratare le labbra della partoriente.
  • Sorvegliare la flebo ed il monitoraggio CTG insieme all’ostetrica.
  • Allontanarsi prontamente se viene invitato a farlo fino a quando non viene riammesso.

Le cose da non fare

  • Evitare troppe e inopportune domande alla partoriente e al personale di assistenza.
  • Trasmettere ansia.
  • Spostarsi continuamente dal posto assegnatogli.
  • Deconcentrarsi dal compito di occuparsi solo ed unicamente con tanto affetto della partoriente.
  • Abbandonare la neomamma dopo aver  visto il/ neonato, come se il suo compito fosse finito lì.
Tag:
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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