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Paralisi

È la perdita completa (permanente o momentanea) della contrazione volontaria di uno o più gruppi di muscoli, conseguente a lesione dei nervi motori a vari livelli, dalla corteccia cerebrale sino alla loro ultima destinazione nel muscolo (quindi, sia nel sistema nervoso centrale che periferico). La paralisi di metà (verticale) del corpo è detta emiplegia, quella degli arti superiore e inferiore di un lato diplegia, quella di tutti e quattro gli arti tetraplegia, e quella degli arti inferiori paraplegia. Può essere di due tipi: nella paralisi «flaccida» il muscolo appare completamente floscio, inconsistente, può andare incontro ad atrofia e si accompagna a perdita dei riflessi tendinei corrispondenti; nella paralisi «spastica» il tono muscolare è invece molto aumentato, al pari dei riflessi tendinei dei muscoli corrispondenti; possono anche comparire riflessi abnormi, come il riflesso di Babinski: mentre nel soggetto normale, sfregando sotto l’alluce questo si flette, nella paralisi spastica l’alluce si estende verso l’alto. Una forma particolare di paralisi è la paralisi a frigore, che colpisce molto spesso il nervo facciale, dovuta ad azione prolungata e concentrata del freddo su di una determinata parte del viso (la paralisi del facciale è frequente in coloro che, d’inverno, guidano l’auto con il finestrino semiaperto). Il trattamento è diretto ovviamente al controllo della patologia di base; ma si giova anche di massaggi della parte colpita e della ginnastica passiva, seguiti da esercizi di riabilitazione attiva.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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