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Patate, come cucinarle per non ingrassare

Chi pensa che la dieta e le patate siano due cose che non vanno mai d’accordo dovrà ricredersi dopo una serie di studi che hanno analizzato come cucinare le patate per non ingrassare.

Chi pensa che la dieta e le patate siano due cose che non vanno mai d’accordo dovrà ricredersi dopo una serie di studi che hanno analizzato come cucinare le patate per non ingrassare.

Le ricerche alle quali stiamo facendo riferimento sono state pubblicate  da ricercatori inglesi sul British Medical Journal e su Nutrition’s Diabetes, due importanti riviste scientifiche, e miravano a studiare la relazione tra consumo del tubero, l’ ipertensione  e cibi sostitutivi per ridurne le calorie.

 

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Cosa dicono le ricerche sulle patate

Lo studio pubblicato sul British ha messo sotto osservazione le conseguenze alimenntari su 187 mila persone che avevano un alto consumo di patate bollite o sotto forma di purè o alforno o fritte, scoprendo che bastava sostiuire una sola porzione di esse delle 4 settimanali consumate, con una di verdure e  il rischio di ipertensione si riduceva  notevolmente.

Il secondo studio, invece, ha preso in considerazione un campione di ragazzi dal peso normale e si è visto che quando sostitivano una porzione di patate con una di carne,  le calorie si riducevan odel 30-40%.

 

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Come inserirle nella dieta

Gli studi appena citati non possono essere traslati tali e quali sulle abitudini alimentari italiane perché da noi il consumo di patate quotidiano è assai raro. Le linee guida dell’ex Inran prevedono un consumo in Italia di 200 gr 1-2 volte a settimana, quantità che viene raramente superata se non in alcune zone d’Italia ed in alcune stagioni, soprattutto d’inverno.

 

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Ma le osservazioni pubblicate dai ricercatori inglesi hanno consentito a Mariangela Rondanelli che insegna Scienza e tecniche dietetiche all’Università di Pavia, di suggerire  4 consigli  sull’inserimento delle patate nella dieta, per coloro che,  pur dovendo perdere peso, non sanno rinunciarci.

  1. Bollite senza aggiunta di sale hanno un rapporto potassio/sodio fra i più favorevoli ( fattore utile contro l’ipertensione).
  2. Preparate con pochi grassi, sotto forma di purè, mangiate al posto di altri amidacei come la pasta possono aiutare la riduzione delle calorie perché il loro potere saziante è di gran lunga superiore;
  3. Assunte in quantità  moderata,generato una risposta glicemica moderata   (il picco di zuccheri che si verifica nel sangue quando mangiamo troppi carboidrati e che  alimenta l’accumulo di grasso);ancora di più se sono associate ad una proteina ( carne, uova, legumi);
  4. Possono entrare in una dieta perché, oltre ai carboidrati ed al potassio, contengono anche vitamine del gruppo B e C, fibre ,  polifenoli se consumate in sostituzione di altri carboidrati.

Il che significa che se volete mangiarle a dieta, dovete eliminare in quel pasto, o il pane o la pasta.

 

Alcune ricette dietetiche a base di patate

Insalata di patate, carciofi e uova

 Patate con tonno e aceto balsamico

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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