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“Mi dimetto da padre”! Ecco il “caso-tradimento” che scuote l’Inghilterra

Il vecchio adagio latino “mater semper certa est, pater unquam”, ovvero la madre è sempre certa ma il padre no, benchè vecchio di duemila anni regna ancora nell’evoluta Gran Bretagna del 2019 dopo il clamoroso caso di triplice paternità riconosciuta da un ricco uomo d’affari solo grazie ad un inganno della moglie.

Il caso accade sul suolo di sua Maestà la Regina Elisabetta d’Inghilterra e da qualche mese ha tolto il sonno e la voglia di vivere ad Richard Mason, un ricco uomo d’affari padre (così almeno riteneva) di tre meravigliosi figli e marito di sua moglie Kate.

La ragione è che un paio d’anni fa in seguito ad alcuni disturbi di salute, gli viene diagnosticata una fibrosi cistica e i medici gli spiegano che la sua condizione comporta una sterilità certa fin dalla nascita.

L’uomo non crede alle parole che ascolta e di getto respinge la diagnosi dal momento che si ritiene padre felice di 3 ragazzoni dai 19 ai 23 anni. Pare che i medici non abbiano avuto il coraggio di affondare nell’interpretazione di ciò che era realmente accaduto ma si siano limitarti a confermare che lui, Mason, è sterile da sempre.

E le tre gravidanze di Kate? E i tre parti? E i tre bambini che i genitori hanno cresciuto per quasi vent’anni prima di separarsi?

Richard affronta la moglie, con la quale nel frattempo per altre ragioni aveva divorziato, e lei confessa. Negli anni Novanta, mentre erano felicemente sposati, lei aveva avuto una relazione con un altro uomo andata avanti per anni. Ed è lui, l’amante, il vero padre dei tre bambini.

 

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La reazione del finto papà biologico

La reazione di falso padre a questo punto potrebbe essere di vari tipi: tolta di mezzo la questione del tradimento della ex moglie ed il segreto della falsa paternità, portati avanti per decenni da lei, Richard potrebbe far prevalere la ragione dell’uomo istruito e maturo e considerare che nulla può cancellare o modificare l’amore, le ansie, le trepidazioni, le soddisfazioni di un padre che ha condiviso una vita di emozioni con i suoi figli crescendoli passo dopo passo; oppure potrebbe prevalere l’istinto biologico ancestrale dell’umo che considera veri figli solo quelli effettivamente generati dal proprio seme e disconoscere come impostura tutti gli altri.

Ebbene, Richard la prende male, molto male : “ In un istante – afferma alla giornalista del Mail on Sunday che ne raccoglie le confidenze – ho scoperto di non avere in realtà alcun figlio. E’ come un lutto, ma in qualche modo è anche peggio perchè va al cuore di chi pensi di essere. Quando qualcuno ti chiede del tuo retroterra – aggiunge – gli spieghi che sei il padre di tre ragazzi: è il modo in cui definisci te stesso. Quando un simile pilastro della tua vita viene meno, cominci a rimettere in discussione tutte le tue certezze. Non sai più chi sei. Non sai cosa è reale e cosa no”. E conclude con un’amarezza infinita: “Non sono un padre, sono solo un tizio che era lì mentre crescevano. Il futuro è deprimente: aspettavo gioie di lauree, matrimoni, nipoti, speranze e paure nell’aiutarli e guidarli nel loro cammino. Tutto questo mi è stato rubato nel modo più brutale possibile”.

 

Il vero dilemma

In Gran Bretagna la storia, effettivamente drammatica, una vera riedizione in chiave moderna della tragedia greca, ha scatenato però un dibattito su cosa debba essere realmente inteso come senso di paternità. Se cioè a rendere un uomo padre di un figlio è solo la accertata rivendicazione dell’azione biologica del concepimento o sia l’amore, la dedizione di anni nel crescerli, accompagnarli nelle mille incertezze e affinità della crescita.
E il paragone è con l’adozione. I padri dei figli adottivi sono meno padri dei padri biologici?
La parola a questo punto passa ai figli ed alla legge.

 

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Cosa dice la legge….

(segue)

Bruno Costi
Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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