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Poca memoria? La colpa è anche di smartphone e navigatori

Quando la capacità di ricordare vacilla, si impigrisce e si riduce a volte a poca memoria,  siamo pronti a dare colpa all’età (se abbiamo superato gli.. anta), al cibo (se mangiamo poco pesce che contiene fosforo e grassi) o ai genitori che ci hanno tramandato ereditariamente i loro geni non proprio brillanti..

Ma  alcuni ricercatori  citati da si sono interrogati recentemente sull’effetto che la tecnologia esercita sulla capacità di sviluppare le facoltà cerebrali del rammentare, ricordare, collegare. E quando parliamo di tecnologia intendiamo dire, in questo caso, quella che  negli ultimi anni ci ha davvero rivoluzionato la vita quotidiana, facilitando  alcune funzioni che spesso erano svolte dalla memoria.

Parliamo  di telefonini e navigatori satellitari, cioè di quel tipo di  tecnologia applicata all’elettronica che,  “memorizzando” nella rubrica dei nostri telefoni cellulari tutti i numeri di telefono dei nostri amici e conoscenti, ha “risparmiato”  la memorizzazione naturale nel nostro cervello, avviandolo ad una progressiva atrofizzazione.

E parliamo anche dell’applicazione dell’elettronica combinata alla diffusione dei “GPS”, che ci dice senza alcuna fatica come raggiungere una strada, una città, risparmiandoci la fatica di orientarsi sulla vecchia cara mappa stradale.

 

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La tecnologia può appannare il senso di orientamento?

A chiedersi se la tecnologia espande o riduce la mente è stato Giuseppe Iannoccari presidente di Assomensana un’associazione che riunisce da oltre dieci anni i neuropsicologi italiani. E la sua risposta è….“dipende” ; dipende da come usiamo la tecnologia e per farne cosa. Da un lato, dice , ogni volta che usiamo uno smartphone o una nuova APP alleniamo le nostre capacità cognitive. L’errore – aggiunge – è servirsene come protesi mentali”,  per evitare al cervello di faticare, disallienandolo così alla fatica.

In pratica, in casi del genere succede come quando   ci rompiamo un femore e siamo costretti all’immobilità: dopo qualche mese il tono muscolare delle nostre gambe  si riduce anche del 60% e facciamo fatica a stare in piedi.

I neuropsichiatri fanno anche un altro esempio illuminante che riguarda l’uso dei navigatori satellitari  incorporati ormai  in molte automobili tra gli strumenti di guida di serie.

Affidarsi sempre al navigatore per trovare una strada o una località e poi  farci comandare eseguendo acriticamente le indicazioni  come fossimo degli autisti-automi, non ci fa sbagliare strada e probabilmente ci porta a destinazione più rapidamente e senza errori, ma  si rischia di far credere al nostro cervello che non abbiamo per esempio bisogno delle capacità di orientamento.

La conseguenza è che i rami inutili delle reti neurali avvizziscono, vengono tagliati e poi è più complicato rigenerarli. Per questo motivo – sottolinea Iannoccari – dobbiamo cercare di non abbandonare mai del tutto le capacità mentali”.

Il cervello ha bisogno di allenamento anche fisico Il cervello è come il fisico, ha bisogno di allenamento anche in palestra. Ma non parliamo di palestra in senso metaforico, intendendo l’allenamento tipico delle funzioni cerebrali come la musica, la lettura, le parole crociate, ma di vera e propria palestra quella con cyclette e Tapis rulant.

 

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Bisogna infatti considerare che, secondo i neuropsichiatri  i neuroni, ovvero l’origine delle nostre facoltà mentali, iniziano a diminuire già tra i 20 e i 30 anni, con una perdita di 100.000 neuroni al giorno. Per fortuna però, a differenza degli ovuli fecondabili della donna, i neuroni si riformano anche se mai in misura pari alla rapidità con cui li perdiamo, parliamo di qualche decina al giorno.

E l’attività fisica è proprio uno dei modi con i quali rigeneriamo la produzione di neuroni.

Non solo ma se associamo l’attività fisica, (palestra, camminata, sport di resistenza) alla stimolazione cognitiva, i neuroni sopravvivono ed il bilancio finale tra

riduzione e perdita  può essere positivo perché si riducono le perdite e si aumenta la neurogenesi rallentando il declino.

 

Come si allena la mente

 

L’allenamento della mente che deve essere associata all’attività fisica è costituito da tutto ciò che tiene attiva l’attività cerebrale:

  1. la lettura;
  2. ascoltare musica
  3. suonare uno strumento
  4. la meditazione
  5. lo studio di una lingua estera
  6. brain training ( giochi studiati per allenare le capacità cognitive tra i quali, per esempio, il Sudoqu,  gli anagrammi, i giochi matematici).
  7. Ed infine il neurofeedback, una tecnica che attraverso sensori checontrollano le reazioni corporee all’esercizio mentale, consente di “ vedere” in modo oggettivo il nostro cervello mentre “ funziona” , stimolandolo a funzionare ancora di più.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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