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Psicosi

È una grave forma di patologia mentale nella quale sussiste distacco parziale o totale del soggetto dalla realtà delle cose e delle persone, abolizione del potere di critica e di giudizio, disadattamento al contesto socio-ambientale. Molte psicosi («organiche») sono legate a fattori ben evidenti e determinabili, come l’azione di droghe (ad es. alcolismo, cocainismo, uso di LSD, ecc.), i tumori cerebrali, le malattie degenerative a carico del cervello, le lesioni traumatiche; altre riconoscono alla loro base fattori puramente psicogeni («funzionali»), spesso difficili da ricondurre a qualche causa ben precisa, verosimilmente a disturbi nella produzione o nell’attività di neurotrasmettitori. A parte sintomi specificamente legati alla causa, il soggetto psicotico mostra di solito disturbi della memoria, dell’attenzione, della coscienza e dell’affettività. Una forma particolare è la psicosi maniaco-depressiva, caratterizzata da fasi di mania (pazzia) alternate a fasi di malinconia, che si succedono senza alcuna causa apparente; sono intervallate da periodi di quasi normalità, durante i quali il soggetto passa tuttavia facilmente (pur senza raggiungere gradi estremi) da momenti di esaltazione a momenti di abbattimento. Durante la fase maniacale egli appare estremamente eccitato, talora sino a commettere atti inconsulti, pericolosi per sé e per gli altri; è triste, abulico, talora ansioso. La terapia, un tempo basata quasi esclusivamente sull’elettroshock, viene oggi attuata con psicolettici come l’ipiramina, associati a sedativi.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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