• Sii sano

687 visite

Quelli che…”La jella? Non è vero, ma ci credo”

Chi appartiene a questa categoria, nei confronti della superstizione mantiene un atteggiamento ambiguo: non cede facilmente all’irrazionale, lasciandosi andare a gesti e rituali scaramantici, ma nemmeno coraggio di sfidare apertamente la sorte. Un atteggiamento abbastanza equilibrato, che provoca divertimento di fronte alle più diffuse tradizioni popolari. Probabilmente, a quelli che pensano “non è vero, ma ci credo” piace anche cercare di capire origini e spiegazioni alle radici delle credenze. Per questo, forse, di fronte ad esempio a una stella cadente, partecipano comunque al rito collettivo di esprimere un desiderio. Senza mai, però, lasciarsi condizionare più di tanto da scaramanzie e superstizioni. Perché altrimenti si sentirebbero stupidi.
Non è un atteggiamento da condannare, anzi. Portare con sé un piccolo portafortuna in occasione di un esame o di un colloquio di lavoro, è un comportamento del tutto normale. Specie se l’amuleto ricorda una persona cara o un luogo in cui siete stati felici. L’importante è non farsi prendere la mano: se vi fissano un appuntamento importante per un venerdì 17, evitate di fare di tutto pur di spostarlo. Farsi condizionare può risultare molto controproducente.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

www.imagmagnetsns.ua

www.top-obzor.com

eurobud.com.ua/superdiffuzionnaya-membrana-dachowa/
}