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Come riconoscere e sconfiggere il reflusso gastrico

Di reflusso gastrico soffre 40% degli occidentali, un italiano su tre, e può dipendere semplicemente da qualche errata abitudine. Come liberarsi di bruciori, rigurgito e acidità.

una sensazione di bruciore nella zona subito dietro lo sterno. Di solito, il fastidio si avverte nell’arco della prima ora successiva al pasto e può durare anche diverse ore.

Molto frequente anche il rigurgito acido, che può estendere il bruciore alla gola, causando un’ipersalivazione. In casi più seri, si verificano anche problemi respiratori (asma, bronchite, tosse cronica) dovuti al contatto degli acidi con le vie respiratorie.

 

Le terapie anti reflusso 

Una volta riconosciuti i sintomi, occorre rivolgersi subito al proprio medico, l’unico in grado di capire se si tratta di un fenomeno passeggero o se c’è bisogno di esami più approfonditi (come l’endoscopia).

Per risolvere i casi non gravi di solito può bastare un breve periodo (1 mese) di trattamento con un dosaggio minimo di farmaci a base di esometazolo, che inibisce la produzione di acidi gastrici.

 

La corretta alimentazione anti reflusso

Ma occorre anche rivedere la propria alimentazione. Ad esempio evitando di mangiare cibi (come cioccolata, cipolla e cibi grassi) che rendono più debole la valvola tra stomaco ed esofago o quelli (come caffè, agrumi e pomodori) che aumentano l’acidità nello stomaco, favorendo invece alcuni ortaggi.

Nei casi in cui invece siano presenti complicazioni (come l’esofagite, un’infiammazione cronica dell’esofago) si ricorre a terapie più lunghe (6 mesi, con alti dosaggi di esometazolo), a cui segue una terapia di mantenimento per evitare ricadute.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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