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Male al pollice? Ecco come puoi risolverlo

Sintomi, cause e cure più efficaci per la rizoartrosi

La rizoartrosi è una malattia molto diffusa: in Italia ne sofrono circa cinque milioni di persone. Si tratta dell’artrosi della base del pollice, che interessa l’articolazione fia il trapezio e il primo osso metacarpale, uno snodo importante dal punto di vista funzionale, dato che consente di afferrare gli oggetti chiudendo la mano a pinza.
Il primo segno della malattia è il dolore nel fare alcuni movimenti, come girare una chiave o aprire un rubinetto. E importante intervenire quando la rizoartrosi è ancora nella fase iniziale, per evitare che si evolva e diventi invalidante. Una radiografia conferma l’esame clinico dello specialista, ortopedico o chirurgo della mano.

La rizoartrosi comincia così
Nella primissima fase, il dolore è modesto. La cura prevede una combinazione di due elementi:

a) La terapia fisica. Con una decina di sedute di laserterapia oppure di ultrasuoni si riescono a riduire il male e l’infiammazione.
b) ll tutore: è una struttura rigida che serve a mantenere l’articolazione a riposo, a eliminare il dolore e a recuperare un’ottima funzionalità di presa. II tutore, o splint, una sorta di sostegno, di materiale plastico e termomodellabile: consente al paziente di svolgere tutti i movimenti e tornare così alle sue occupazioni quotidiane. Si può indossare di notte (nei casi meno gravi) oppure tutto il giorno, e si acquista nei negozi di articoli sanitari e ortopedici.

Quando la rizoartrosi si aggrava
Nella fase che i medici definiscono "di grado elevato", la rizoartrosi è caratterizzata da forte sofferenza e da grave limitazione nei movimenti. Gli antinfiammatori o il cortisone a basso dosaggio possono contribuire a risolvere le fasi acute e particolarmente dolorose.
Per risolvere il problema, è indicato l’intervento chirurgico. Due i tipi di operazione più praticati:

1) Artrodesi trapezio-metacarpale: consiste nei bloccare l’articolazione tramite una cambra (una specie di graffetta). Ha il vantaggio di far subito passare il dolore, ma rimane una certa difficoltà nell’avvicinare il pollice alle altre quattro dita. Per questo l’artrodesi è controindicata per chi deve svolge re lavori di precisione con le mani, come i pianisti o i chirurghi.

2) Teno-artroplastica in sospensione: che prevede l’asportazione di un piccolo osso alla base del pollice, il trapezio, e l’interposizione, nello spazio che si crea, del tendine estensore che fa da cuscinetto, come fosse una sorta di protesi biologica. Questo intervento è consigliato nei casi in cui, oltre alla rizoartrosi, è presente anche l’artrosi dello scafoide (osso del carpo).

Entrambe le operazioni si svolgono in anestesia plessica (iniezione di anestetico locale a livello del cavo ascellare), durano circa 20 minuti e prevedono una notte di permanenza in ospedale.
Il giorno successivo, dopo aver fatto la medicazione, viene applicato un tutore da rimuovere dopo un mese circa. È importante muovere subito le altre quattro dita, in modo da favorire lo sgonfiamento e la mobilità della mano. In seguito, sono consigliate sedute di fisioterapia, seguendo le indicazioni del chirurgo.

Redazione Staibene

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