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Fare i genitori: come il “papà-mammo” incide nel ruolo del maschio

Il papà che porta a spasso il pupo e  gli cambia il pannolino, trasmette  una immagine dell’uomo  di incerta sessualità? Genera reazioni  positive o negative nella percezione degli altri?

A questa domanda ha risposto uno studio condotto da due ricercatrici dell’Università di Colorado resesi conto che fare i genitori in epoca  di pari opportunità, di parità fra i sessi significa anche confrontarsi con i ruoli tradizionali del maschio: questi nell’immagine collettiva indicano i papà come modelli maschili di  forza, guida, autorità, con associate caratteristiche di aggressività, assenza di scrupoli e di emozioni; la parità dei sessi e le pari opportunità  segnalano, invece sempre più spesso, figure paterne  accudenti, affettuose con i figli,  pronte al passeggino ed al cambio del pannolino, funzioni generalmente femminili che in capo all’uomo posso mettere in dubbio  la caratteristica della virilità.

Ma è davvero così? Il risultato della ricerca ha sorpreso le stesse ricercatrici perchè è risultato che i papà premurosi con i figli allo stesso modo delle mamme,  vengono percepiti positivamente sia dalle donne che dagli uomini e, addirittura, migliorano l’immagine maschile in generale, anche di quegli uomini più ruvidi nelle manifestazioni emotive verso i figli.

 

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I figli migliorano l’immagine dell’uomo papà

Per arrivare a queste conclusioni  le due ricercatrici hanno sottoposto un campione di uomini di fronte a situazioni differenti, una evocanti  un quadro amorevole di stampo prettamente femminile, ed una evocante il ruolo maschile nella società e nel mondo del lavoro.

L’obiettivo era verificare se  aggressività, assenza di emozioni e di scrupoli, prepotenza, ovvero le caratteristiche che  dal 1950 alla fine del secolo scorso descrivevano l’uomo nell’immaginario collettivo, venivano intaccate dai comportamenti più paritari anche nei ruoli in famiglia e nella coppia, come accade oggi.

Ebbene, le ricercatrici hanno ottenuto informazioni che hanno consentito loro di tracciare una mappa dei tratti condivisi dei caratteristiche di 4 gruppi di persone: uomini, donne, mamme e padri. Agli uomini erano attribuite caratteristiche notevolmente più negative degli altri gruppi. I padri erano visti invece più positivamente considerati più simili alle madri ed alle donne.

Inoltre pensare all’uomo come un padre non solo trasferisce  tratti più positivi, ma non aveva alcun effetto  sui tratti tradizionalmente maschili come la virilità.

Insomma,  nell’immagine collettiva, un uomo che  si mostra anche papà aggiunge  positività alla sua immagine senza danneggiare la sua caratteristica di maschio virile.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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