• Sii sano

1.915 visite

Selenio, integratori solo se necessari

Se non c’è carenza, fanno crescere il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2

Gli integratori alimentari sono un po´ un´arma a doppio taglio. Se l´organismo ha bisogno di questo o quell´elemento, sono importanti e anzi perfino necessari. Se invece il nostro corpo è già a posto di suo, senza presentare particolari carenze, il discorso cambia: perché gli integratori, in questo caso inutili, possono addirittura rivelarsi dannosi. È il caso di quelli al selenio: chi ha una carenza di questo oligoelemento, non può che trarne beneficio; chi invece ne assume già abbastanza nella sua alimentazione quotidiana (è il caso della popolazione della maggior parte dei Paesi ricchi), corre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Quali rischi
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "The Lancet" mostra che gli integratori di selenio potrebbero essere dannosi, aumentando in molti casi il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. "L´assunzione di selenio varia enormemente in tutto il mondo. Stime indicano che sia molto alta in Canada, Stati Uniti e Giappone, e leggermente più bassa in Europa. Gli integratori non fanno altro che aggiungere nutrienti laddove spesso sono già presenti a livelli più che sufficienti", ha spiegato Margaret Rayman, ricercatrice presso la University of Surrey Guilford (Gran Bretagna) e autrice dello studio.

Pregi e difetti
Il selenio è un minerale naturale presente in piccole quantità negli alimenti, necessario per una buona salute. Il basso apporto di selenio è spesso collegato a un aumento del rischio di morte causato da un impoverimento della funzione immunitaria, oltre che a un rapido declino cognitivo.
Una maggiore assunzione di selenio ha diversi lati positivi: è connessa a un aumento della fertilità maschile, a un potenziamento degli effetti antivirali nonché a un miglioramento della protezione contro i tumori della prostata, del polmone, del colon e della vescica. Tuttavia ci sono state numerose evidenze circa il rischio di un aumento di diabete di tipo 2 connesso a un diffuso utilizzo degli integratori.
"Questi risultati", ha sottolineato Rayman, "sono in conflitto solo apparentemente. Infatti possono essere spiegati sulla base del fatto che il selenio risulta utile solo quando l´assunzione è effettivamente inadeguata".

Quanto conta il Dna
Lo studio suggerisce anche che potrebbe giocare un ruolo chiave nella buona riuscita dell´uso degli integratori, l´interazione tra l´assunzione di selenio e il profilo genetico del paziente, poiché potrebbe esserci una recettività maggiore o minore delle selenoproteine a seconda degli individui. "Dal momento che i polimorfismi presenti nelle cosiddette selenoproteine influenzano sia i livelli di selenio sia il rischio di incorrere nelle malattie a essi connesse, i prossimi studi", ha concluso la ricercatrice, "dovranno necessariamente prevedere una genotipizzazione dei partecipanti".

Redazione Staibene

optiontradingstrategies.net

www.best-cooler.reviews

tokyozakka.com.ua/yaponskaya-kosmetika/
}