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Frutta secca, piccola guida per Natale

La frutta secca è di due tipi.quella oleosa ( che fa bene) e quella polposa( ricca di zuccheri):ecco tutto quello che c’è da sapere sulle proprietà, su chi può mangiarla o evitarla.

frutta-secca

La frutta secca è uno dei simboli della tavola di Natale. Buona, buonissima, ma terribilmente calorica. E visto che viene servita quasi sempre alla fine dei lauti pasti delle Feste, rappresenta la classica goccia che può far traboccare il vaso (già quasi pieno) delle calorie.
Proprio per evitare di far salire l’ago della bilancia e per sfruttare al massimo le tante proprietà nutrizionali della frutta secca, è il caso di saperne di più.

 

Frutta secca oleosa e  polposa

Esistono due tipi di frutta secca:

  1. quella a guscio o frutta oleosa (noci, nocciole, mandorle, pistacchi ecc.) ha un alto contenuto di grassi vegetali insaturi utili in una dieta equilibrata perché  sono fra i cibi che stimolano l’organismo a produrre il colesterolo buono (HDL).
  2. quella polposa (albicocche, fichi, prugne, datteri), al contrario, ha pochissimi grassi, ma tanti zuccheri e fibre.

 

 

Leggi anche: Ecco i cibi che aumentano il colesterolo buono

 

Le calorie 

L’apporto energetico varia molto a seconda del tipo:

  • noci e nocciole sono al top della classifica degli alimenti energetici, con oltre 650 calorie per 100 g.
  • Mandorle e pinoli sono un po’ meno calorici (rispettivamente 603 e 595 calorie).
  • Una buona soluzione, se dovete tenere d’occhio la bilancia, sono albicocche e prugne: 274 e 220 calorie.

Se avete curiosità specifiche sulla quantità di calorie contenute nei cibi di Natale, potere consultare il Calcola calorie delle Feste cliccando qui.
Le sostanze nutritive della frutta secca non si riducono a grassi “buoni”, zuccheri e fibre. Ci sono anche tante vitamine: la A, importante fattore di crescita e potente antiossidante, e la B, fondamentale per il metabolismo delle proteine e per la formazione dei globuli rossi.
Non mancano poi i sali minerali come il magnesio, che favorisce la fissazione del calcio nelle ossa, o come il selenio, che combatte i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento delle cellule.

 

Quando mangiare la frutta secca

La frutta secca è la soluzione ideale per ciascuno dei cinque pasti quotidiani suggeriti dai nutrizionisti.

  • A COLAZIONE può essere aggiunta ai corn flakes nella tazza di latte.
  • A META’ MATTINA O NEL POMERIGGIO rappresenta un ottimo spuntino “spezzafame”.
  • A PRANZO O A CENA, noci, pinoli e pistacchi possono essere aggiunti alle insalate o utilizzati come ingrediente in tantissimi primi piatti.

 

Leggi anche: La frutta secca? Ecco quando  aiuta a dimagrire

 

Chi dovrebbe evitare la frutta secca

Per l’alto contenuto di zucchero e di grassi (anche se benefici), ci sono tre categorie di persone che non dovrebbero mangiare la frutta secca:

  • Chi segue regimi dietetici particolarmente ipocalorici;
  • le persone sovrappeso;
  • i diabetici, che durante le Feste devono più che mai seguire una dieta particolare;
  • chi soffre di colite, e deve quindi seguire un’alimentazione priva di fibre;
  • gli allergici alla frutta secca.

 

Leggi anche: A frutta e verdura le allergie più diffuse in Italia

Redazione Staibene

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