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Sesso e coppia, ecco perchè l’uomo non deve irritare la donna

Le donne con la pressione alta sono due volte più a rischio di disfunzioni sessuali

Sesso e coppia, ecco perchè l'uomo non deve irritare la donna

Mentre per gli uomini  la pressione alta non sacrifica il desiderio di sesso, se mai consiglia di calmarlo per non favorire l’infarto, per le donne pare accada esattamente il contrario.

Anzi, le donne con la pressione alta,  sembra abbiamo qualche problema sessuale in più rispetto ai loro partner maschi, perchè quando sono ipertese,  la loro soddisfazione sessuale appare nettamente inferiore alle donne non  ipertese.

Lo dimostra un’indagine realizzata dal dottor Michael Doumas per conto dell’American Society of Hypertension su 417 donne in età sessualmente attiva.

Secondo  l’indagine, le donne che soffrono di ipertensione sono due volte più a rischio di disfunzioni sessuali rispetto a quelle che hanno valori normali di pressione.

Lo studio ha indagato sulle varie sfaccettature  con le quali l’effetto ipertensione può maniofestarsi sul comportamento sessuale delle donne: dal desiderio all’orgasmo al dolore durante il rapporto sessuale.

E la realtà non sembra aver mostrato contraddizioni sul giudizio finale.

Il 42% delle donne ipertese infatti  ha mostrato problemi di scarso desiderio, difficoltà o impossibilità di raggiungere l’orgasmo, dolore durante il rapporto.

La correlazione stretta di tali disfunzioni con il fatto che le donne indagate soffrivano di pressione alta deriva dal fatto che la stessa indagin e fatta su donne con la pressione normale ha dato risultati che indicavano disfunzioni solo nel 19% dei casi studiati.

I ricercatori hanno così potuto dedurre che  forse non in via esclusiva  ma fra tutte le ragioni che determinano  i problemi sessuali lamentati da molte donne, c’è anche l’ipertensione .

Leggi anche: I nuovi limiti dell’ipertensione

“L´attività sessuale è un fattore chiave per la qualità di vita degli uomini e delle donne con malattie cardiovascolari, e per i loro partner”, osserva Glenn N. Levine, docente di medicina al Baylor College of Medicine di Houston, capo dell´Unità cardiaca del Michael E. DeBakay Medical Center della città texana e autore principale del documento Aha su cuore e amore. “Sfortunatamente, però, è raro che in un contesto clinico si affronti la questione”. Col risultato che spesso i pazienti decidono di rinunciare ai rapporti intimi anche quando non ce ne sarebbe bisogno, aggiungendo alla propria condizione anche ansia, depressione e magari problemi di coppia.

In realtà il tasso assoluto di eventi cardiovascolari (dolori al petto o attacchi di cuore) che insorgono durante l´attività sessuale è bassissimo, precisano i cardiologi statunitensi, proprio perché il rapporto sessuale comporta uno sforzo di breve durata. Dopo una diagnosi di malattia cardiovascolare – sottolineano gli esperti della Società americana di cardiologica – è ragionevole che i pazienti vengano valutati dal medico prima di riprendere l´attività sessuale.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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