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Sesso, i dolori del giovane maschio

Aumentano i casi di under 25 che si rivolgono a centri di medicina sessuale: tutte le insicurezze dei giovani raccontati dall’urologo.

Neanche il tempo di conoscere le prime gioie del sesso, che già si sentono costretti a ricorrere allo specialista. È un fenomeno in crescita, quello dei ragazzi under 25 che bussano alle porte dei centri specializzati in medicina sessuale.

"Rileviamo un aumento costante di questi casi: nell´ultimo quinquennio è stato del 5% ogni anno", stima Andrea Salonia, urologo dell´ospedale San Raffaele di Milano, che oggi racconta l´esperienza del Centro di medicina sessuale dell´Irccs di via Olgettina, un riferimento per il settore.

Un senso di inadeguatezza


L´esperto segnala una tendenza all´aumento dei disagi sessuali non sempre causati da basi fisiche: "In molti casi i loro problemi sono dettati più da un senso di inadeguatezza rispetto a modelli di virilità estrema dettati dai media, che loro inseguono con tutte le proprie forze. La distanza di questi modelli dalla realtà provoca non pochi problemi identitari", assicura l´urologo.

E i ragazzi, "cresciuti con i reality e le riviste specializzate piene di uomini muscolosi, sempre mezzi nudi, con atteggiamenti che comunicano successo con le donne e sicurezza sessuale, si sentono spesso schiacciati.

E si convincono di avere dei problemi, che vanno dal pene piccolo a difficoltà nei rapporti con l´altro sesso. Dallo specialista arrivano negli ultimi tempi sempre più under 25 accompagnati dal padre o dal fratello maggiore".

Un contributo a questo fenomeno arriva anche dai "social network come Facebook e Twitter", dice ancora Salonia, "e in generale da tutto il web, dove è più facile accedere alla pornografia".

Sesso? Giovani in controtendenza


Il fenomeno, per certi versi, sorprende. Va infatti in controtendenza, questa propensione dei giovani a rivolgersi a uno specialista, rispetto alla media degli uomini più grandi. Uno dei problemi al maschile, infatti, "consiste nel fatto che i maschi faticano a identificare lo specialista come una figura di riferimento.

E spesso sono bloccati dai tabù che ancora oggi resistono", prosegue Salonia. "Il primo aiuto viene richiesto sempre con lo stesso ritardo. Si parla di due anni in media, anche se questa latenza sul fronte della disfunzione erettile si è ridotta lievemente (si registra un anticipo di circa 5 mesi) da due anni a questa parte".

Redazione Staibene

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