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Sì al peeling. Ma solo se lo fa il medico

A differenza dell’estetista, un dermatologo può approfondire e personalizzare il trattamento in tutta sicurezza

Di solito se ne parla come di qualcosa che compete alle estetiste o che addirittura si può fare in casa, senza problemi. E invece il peeling, la tecnica che serve a levigare la pelle, ridurre le imperfezioni (macchie, cicatrici, segni di acne) e le rughe, non è solo una pratica estetica tra le più diffuse (richiesta da circa il 40% dei pazienti dal dermatologo o dal medico estetico). Ma qualcosa che va affrontato in modo molto più serio e approfondito.

La differenza con gommage e scrub
"Il peeling è una metodica di pertinenza esclusivamente medica", spiega Maria Gabriella Di Russo, specializzata in idrologia e docente del Master Universitario II Livello di Medicina Estetica. "Altra cosa, invece, sono i gommage o gli scrub, che erroneamente vengono chiamati peeling: si eseguono con cosmetici leviganti a base di acidi blandi, sali, gusci di noce che agiscono solo in superficie. La procedura dermocosmetica, invece, consiste nell´applicazione di una o più sostanze caustiche (come l´acido glicolico, mandelico, piruvico, salicilico e tricloracetico) in combinazione nello stesso preparato o in sequenza per un tempo o una concentrazione tali da indurre un eritema più o meno intenso".
L´estetista può eseguire il trattamento solo con l´acido glicolico a basso dosaggio, mentre il medico non solo utilizza tutte le sostanze, ma sceglie anche la concetrazione più adatta, a seconda del caso, per sciogliere solo lo strato corneo o, al contrario, per un´esfoliazione più evidente.

Come agisce il peeling
L´azione del trattamento è duplice: da una parte migliora l´aspetto della cute, rimuovendo gli strati esterni più danneggiati da rughe o macchie; dall´altra favorisce la produzione di tutte i componenti che con gli anni tendono a diminuire.
Tra i peeling più diffusi c´è quello cosiddetto "soft": lascia un rossore minimo, compatibile con la vita quotidiana del paziente, e stimola direttamente le cellule che producono le fibre elastiche rivitalizzando i tessuti.
"Al Congresso di Medicina Estetica che si terrà a maggio a Roma verrà presentata una nuova sinergia composta dall´associazione di acido piruvico e acido lattico per il ringiovanimento di collo e décolleté", dice ancora Maria Gabriella Di Russo. "Un´altra tecnologia molto innovativa è Enerpeel, che riduce il trauma superficiale accelerando il rinnovamento dell´epidermide, perché l´acido viene assorbito in modo più uniforme attraverso una particolare molecola. Sempre più diffusa è la tendenza di combinare il peeling alle iniezioni di acido ialuronico: con la prima tecnica si stimola il turn-over cellulare, con il filler, invece, si riempie dove è necessario".

Le controindicazioni
Adatto a tutti i tipi di pelle, il peeling è controindicato solo in caso di herpes in fase attiva e, se l´epidermide è molto sensibile, è consigliato sottoporsi prima a un test.
La versione soft si può eseguire in tutti i periodi dell´anno, per quella media o profonda, invece, meglio limitarsi all´ inverno. La frequenza dipende dal tipo di trattamento: un ciclo di tre-quattro sedute, a distanza di quindici giorni l´una dall´altra.
In generale prima di iniziare si applica una soluzione che prepara la pelle uniformandone il ph, alla fine si stende una crema lenitiva-idratante (da usare anche a casa) e si raccomanda di proteggere la cute nei giorni successivi con un solare a schermo elevato.

Redazione Staibene

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