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Lavoro precario? Una patologia curabile in 5 mosse

La sindrome del lavoro precario sta diventando una vera e propria patologia con tanto di sintomi, manifestazioni dolorose, effetti sulla salute. Ecco come uscirne.

Dal punto di vista ufficiale,  la sindrome del precario  è una condizione  lavorativa, ma dl punto di vista medico sta diventando una vera e propria patologia con tanto di sintomi, manifestazioni dolorose, effetti sulla salute.

Di che si tratta?

La crisi finanziaria che stiamo attraversando, i conseguenti problemi sul mercato del lavoro, hanno sfornato – e stanno continuando a produrre – migliaia di giovani con problemi psicofisici collegati proprio alla difficoltà di vedere il futuro attraverso lenti verde speranza.

Risultato: l’idea di doversi confrontare per chissà quanto tempo ancora con disoccupazione e serie difficoltà economiche, influisce pesantemente sull’equilibrio e sulla serenità.

 

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I sintomi della sindrome da lavoro precario
Quali sono gli indicatori di questo problema? Ce ne sono di tipo più strettamente fisico e di tipo psicologico. Quelli più importanti, che fanno parte della prima categoria sono:

  • gastrite;
  • colite;
  • dermatite;
  • insonnia;
  • tachicardia.

Quelli invece che riguardano la psiche sono:

  • attacchi di panico;
  • sensazione continua di essere in pericolo;
  • senso di inadeguatezza.

Per liberarsi di questi problemi è importante riuscire a fare un lavoro su se stessi, prima ancora che rivolgersi a un medico o a uno psicologo. Il presupposto di partenza è una forte volontà di reagire. Il resto può essere riassunto in queste regole:

 

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1) Sfodera i tuoi punti di forza – Pensare negativo non serve a nulla. Molto meglio rispolverare le tue risorse, qualunque esse siano: aiuta a non accettare supinamente la situazione e a trovare qualcosa su cui far leva per reagire.

 

2) Scegli bene le tue fonti di energia – Pensare tutto il giorno al lavoro che non c’è, o è mal pagato e non piace affatto, è inutile e controproducente. Certo, per spostare la mente altrove servono energie. Dove trovarle? In quei settori della vita che vi fanno stare bene: gli amici, gli affetti, lo sport, gli hobby…

 

3) Non pensare in modo ingessato – Mai porsi limiti, mai ragionare soltanto in funzione del percorso che vi eravate prefissati da ragazzi. Pensate differente, cercate di aprirvi a nuove possibilità e prospettive: potrebbero schiudervi orizzonti che neanche avreste immaginato prima, eppure molto più praticabili.

 

4) Abbandona ogni invidia – Rabbia e sconforto verso chi è riuscito a ottenere il fatidico contratto a tempo indeterminato non servono certo a procurarlo anche voi. Concentratevi piuttosto sugli aspetti positivi di quelle persone che potreste imitare. 

 

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5) Relax e riposo innanzi tutto – Se il corpo e la mente sono continuamente presi dall’ossessione di cercare un lavoro fisso e ben pagato, le energie finiranno in fretta. E l’organismo ne risentirà inevitabilmente. Fate il possibile per ritagliarvi spazi dedicati al rilassamento e alla respirazione. E cercate di dormire bene la notte.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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