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Sonno

È una delle più importanti funzioni dell’organismo, indispensabile per la salute. Permette al cervello di recuperare e riorganizzare quanto è stato speso ed accumulato durante il giorno, e di riposare l’intera muscolatura del corpo. Durante il sonno si verifica un’interruzione temporanea dei complessi rapporti che ci collegano con l’ambiente circostante; risultano inoltre ridotte la temperatura, la frequenza cardiaca e respiratoria, mentre sono più attivi i processi di riparazione e di reintegrazione dei tessuti. Durante il sonno il cervello non si trova in uno stato completo di riposo; anzi, con la tecnica dell’elettroencefalografia è stato dimostrato che il sonno è costituito dalla successione periodica di vari cicli. Ognuno di questi cicli comprende quattro fasi, ciascuna delle quali mostra un determinato tipo di onde elettroencefalografiche (alfa, theta o delta), inoltre, nell’ambito di questi cicli esistono due tipi di sonno: Il sonno REM (acronimo inglese per «movimenti rapidi degli occhi»), durante il quale il soggetto muove rapidamente gli occhi al di sotto delle palpebre, ed il sonno non-REM, con movimenti non rapidi. Questi due «sonni» si alternano più o meno regolarmente durante la notte. Il sonno REM (durante il quale avvengono i sogni) inizia con un primo periodo 90-100 minuti dopo l’addormentamento, che dura 5-10 minuti; ogni successivo sonno REM dura sempre più a lungo (esso è quindi maggiore verso il mattino). L’ultimo di questi periodi REM (4-5 in tutto) può durare anche un’ora. Mentre nell’adulto questo tipo di sonno totalizza circa 1/5 del sonno totale, nei lattanti ne rappresenta la metà. Il sonno è fisiologicamente correlato al ritmo sonno-veglia, a sua volta in rapporto alla luce ed al buio, ed è regolato da centri regolatori cerebrali, uno dei quali deputato all’addormentamento ed al mantenimento del sonno, l’altro al risveglio; in questa reciproca correlazione intervengono alcuni neurotrasmettitori cerebrali (ad es. serotonina e nor-adrenalina) e alcuni ormoni periferici (ad es. cortisolo). Sull’induzione, il mantenimento del sonno ed il risveglio svolgono un ruolo non indifferente anche gli stimoli psichici. L’importanza del sonno nell’equilibrio e nella salute dell’individuo è scientificamente dimostrata dagli esperimenti di «privazione del sonno» (ai soggetti in esperimento viene impedito di dormire per un certo periodo di ore, oppure il loro sonno viene bruscamente e ripetutamente interrotto): dopo circa 48 ore senza sonno si verifica un netto scadimento delle funzioni cerebrali, con momenti sempre più frequenti di sonno leggero; dopo 100 ore di astinenza si stabilisce una sindrome vera e propria contrassegnata da delirio, allucinazioni, disorientamento mentale, perdita di contatto con la realtà. Il numero delle ore necessarie di sonno varia da soggetto a soggetto, in rapporto a numerosi fattori costituzionali, ambientali, abitudinali, ecc. Molte persone suppliscono alla carenza di sonno notturno con un pisolino pomeridiano: ma ciò può d’altra parte rappresentare a sua volta un fattore di disturbo per il sonno notturno. Non tutti dormono allo stesso modo: alcuni dormono meglio nelle ore serotine o notturne e si alzano presto al mattino («allodole»), altri in quelle mattutine e vanno a letto tardi («gufi»). Nell’interno di queste due categorie si distinguono a loro volta coloro che dormono poco oppure tanto.

Redazione Staibene

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