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Sport, primo farmaco dei trapiantati

Prescritto dal medico e praticato sotto controllo di specialisti, aiuta a riprendere una vita normale

L´attività fisica migliora la qualità della vita del trapiantato. Se prescritta da medici specialisti e praticata sotto il controllo del personale specializzato aiuta il trapiantato ad affrontare bene il periodo successivo all´intervento, a riprendere una vita normale, senza complicanze serie.
È quanto emerge dal "Protocollo di ricerca trapianto… e adesso sport", un documento promosso dal Centro nazionale trapianti (Cnt) in collaborazione con l´Università di Bologna, il Centro studi Isokinetic e le Regioni Emilia Romagna e Veneto.

Il primo al mondo
Il Protocollo di ricerca trapianto… e adesso sport" è "il primo studio prospettico al mondo", ha spiegato il direttore del Cnt Alessandro Nanni Costa, "che prevede, in una prima fase, la seleziona e l´identificazione di trapiantati di organo solido in grado di partecipare a un programma di attività fisica".

Lo sport come farmaco
"L´originalità di questo progetto", spiega in una nota il Cnt, "consiste nell´affiancare l´esercizio fisico, il nuovo farmaco a basso costo, alla consueta terapia farmacologica a cui si sottopongono i soggetti trapiantati. Studi precedenti, svolti dallo stesso gruppo di ricercatori, hanno dimostrato che l´attività fisica ha un effetto sulla riduzione dei principali fattori di rischio come il diabete, l´ipercolesterolemia, l´obesità e degli effetti aterogeni dei farmaci immunosoppressori cortisonici".

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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