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Viaggiare in aereo, tutti i rischi per la salute da tenere d’occhio

Mal di testa, piedi gonfi, formicolio alle gambe: la prestigiosa rivista “The Lancet” pubblica una guida per non avere problemi di salute in volo.

Viaggiare in aereo? Alzi la mano chi non ha mai lamentato anche un piccolo disturbo una volta alzatosi in volo, costretto dalle cinture di sicurezza a restare per alcune ore in quei seggiolini sempre più stretti e, soprattutto, sempre più vicini allo schienale del sedile davanti con le ginocchia rattrappite.

Le orecchie che si otturano per il cambiamento di pressione, gambe che formicolano per la lunga inattività, piedi e caviglie che si gonfiano, cuore che accelera i battiti, mal di testa improvviso, dolori muscolari e  bronchiti da flussi gelidi di aria condizionata. L’elenco dei malanni da viaggio in aereo sono molti. Ecco  alcune interessanti osservazioni frutto delle più recenti ricerche scientifiche mediche.

 

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L’aereo è il mezzo di trasporto più rischioso anche quando non precipita

 

Viaggiare in aereo è diventato il modo più comune per spostarsi sulle lunghe distanze. Ogni anno oltre 2 miliardi di persone salgono su velivoli che sono ormai capaci di voli senza scalo di 18 ore e più. Questo può creare dei problemi per la salute. I risultati di una tavola rotonda sul tema sono stati pubblicati dalla prestigiosa rivista britannica “The Lancet”. E non sono affatto risultati confortanti. Perché i disturbi collegati al volo, i malesseri che possono prendere una volta a bordo di un aereo, sono diversi e tutti da non prendere sotto gamba.

 

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Le cause
Le origini del problema? Diverse. Accade sempre più di frequente che qualcuno si senta male in volo; questo è dovuto sicuramente all´aumentato numero dei passeggeri che usano l´aereo, ai velivoli sempre più grandi, ma anche e soprattutto all´aumentato numero di ore nelle tratte senza scalo.
L´articolo su “The Lancet” avvisa i viaggiatori che abbiano condizioni di salute non buone o preesistenti problemi cardiaci, di pressione o polmonari, di usare alcune precauzioni e indica i maggiori fattori di rischio.

 

 

Più rischi già dopo 4 ore
Gli studi mostrano un’associazione tra tromboembolie e lunghi trasferimenti aerei, “con picchi quando la durata del volo supera le otto ore. Ma il rischio comincia ad aumentare quando si superano le quattro ore”.
Dito puntato soprattutto sulle scarse possibilità di movimento a bordo. Quindi, meglio un posto di corridoio che vicino al finestrino: avrete più possibilità di alzarvi ogni tanto o di stendere le gambe (soprattutto in economica).
Ci sono poi le infezioni. Molti passeggeri, per lungo tempo in spazi limitati, con ricambi d´aria saltuari, sicuramente ne facilitano la diffusione.

 

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Redazione Staibene

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